Acquerello romano
lucio lucentini
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E’ su quel fiume
il mio pellegrinare
tra pietre e vecchi ponti
nel sole che riscalda e rade,
di sopra tetti e cupole
lisi dal tempo
ed in quel cielo vespertino
che riflette e tace.
E’ nel tramonto
quel vento ponentino
che di malinconie ha la faccia,
nel volo di un piccione
su nave ed isola
che la corrente abbraccia.
Tevere,
tra platani contorti
lo sguardo segue le rive
tracciate di memoria ove
si adagia la storia.
Un acquerello delicato
che dalle nebbie sale
e su quel’acqua sparge
colore e desiderio che è
cibo di poesia e pensiero,
nel luogo di un proscenio d’anime
in quel che l’uomo grande
fece della terra soave
ove è l’amor di Roma .
©
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L'autore
lucio lucentini
Leggere è un piacere che arricchisce il pensiero, scrivere è la capacità di farlo rivivere e vedere ; l’invisibile mano che detta la mente, che componga o giri la ruota di un vecchio proiettore non fa differenza, la sala è buia e silenziosa per quando il film appare sullo schermo allo spettatore in attesa di far pa
Commenti (1)
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J
Joel19 febbraio 2015
ancor solo per quel piccione e lo sguardo poetico che con maestria colora quel irripetibile proscenio che la storia ha regalato al romano a fortuna e vanto, ancor solo per un acquerello che rimane per la vita dagli occhi al ricordo di Roma.
