La Barca
Giacomo Precone
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Accolse
il tuo ventre
il mio dolore,
non remi in mano
che vigor m’arrese,
né opulenza alcuna
a foraggiar il giusto
tuo propeller,
per l’intero scarno
indi,
t’isso la vela
e alla deriva,
fiacco, m’adagio
e, molle, indugio
brezza amica
per afferrar,
senza fatica alcuna,
il meritato largo,
fermo in te desio
di veleggiar distante
dall’ostile scoglio,
repentina alea,
a consumar
di te barca
e di quel mar tuo amante,
a lenir le pene,
placida quiete.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giacomo Precone
Giacomo Filippo Precone nasce il 24 Luglio 1962 a Diso, piccola cittadina della provincia di Lecce, dove ancora oggi vive e lavora. Amante della pittura, della musica, del teatro e dell'arte in genere e da sempre attento a non indirizzare la propria esistenza nei complicati meandri del superfluo, non ferma l‘occhio su
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