Alzasti la vela e partimmo
Salvo Scamporrino
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Riempii il mare
di copiose lacrime.
Si mischiarono
con la fredda acqua
che scompariva
sull’umida sabbia
filtrandone l’amarezza,
ogni stilla che cadde
mi svuotò l’anima,
rendendomi in balia
dei venti della vita,
naufrago di me stesso.
Non vidi orizzonti,
né arcobaleni,
né isole sperdute,
m’abbandonarono
perfino i gabbiani
laciandomi da solo
a piangermi addosso.
Passai mesi
a sciupare il tempo
frugando tra i resti
della mia intimità,
trovai soltanto
l’indifferenza di chi
mi passava accanto
senza vedermi,
inciampai nel vuoto
che riempie il nulla,
nell’apatia che uccide
anche se respiri.
Vidi nei tuoi occhi
riflessi di cielo.
Partorii pensieri
d’amore e tacque
la convulsa mente
nel silenzio
che fa rinascere.
Nel tuo sguardo
scorsi la tenerezza
che scalfisce
la dura pietra
senza più emozioni
creando l’armonia.
Mi rapisti
portandomi via
la cupa tristezza
che rimase inerte
sul bagnasciuga,
alzasti la vela
e partimmo
verso il mare aperto
che non ha orizzonti,
né mète certe.
Il dondolio delle onde
ci assopì,
mano nella mano
sognammo la vita
col suo tenue sorriso
e l’atavica malinconia
che fa stringere
forte al petto
chi sa donare amore
senza nulla in cambio.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
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