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Fantasia 21 febbraio 2015 · lettura 1 min · 1972 letture

Lacerti

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Lia 828 poesie pubblicate
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Stare come su soglie di sillabe - sto stai sta - dove esclamare: non è diverso dal deglutire glutine per i lacerti. Altro è il lacertiforme - arbitrario - nei dintorni dei frammenti quasi ai limiti tra digiuno e spezzoni. Quasi. E' freddo sul sabato di lingua: confabula con il bianco e si arrotola si srotola e poi si espande. Si snoda. Sì sì è proteica pure la rosa rosae- rosae ma a dare del tu - quale difficoltà su questa cosa - agli enzimi che non sa sarebbe un fermento, un contorno. Ora, se si bada non solo al collaterale ma anche al radicale - siccome è accessibile - del succo di erba di kamut: che dire?
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Commenti (4)

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Anna6221 febbraio 2015

Del succo dell'erba di kamut posso solo dire che non esiste, giacché il Kamut è solo un marchio. Ma posso dire del succo di grano duro, quale il Khorasan, proprio perché ai derivati preferisco l'originale, al collaterale il fulcro. Credo di aver inteso quale "lezione ci sia fra le righe di questi versi . Una lezione che porta a considerare che quando ciò che si scrive non è tutta farina del proprio sacco, ma è solo un insieme di stralci, non basta un punto esclamativo a sostanziare le parole. La parola stessa Kamut è un surrogato, immagino non usata a caso dall'autrice. Piaciuta e aggiungo nonostante il modo di porla che pare un rompicapo, ma anche quì, credo voluto, per cui nulla da eccepire: ciascuno ha il suo modo!!

Carla Colombo21 febbraio 2015

Invogliata dal titolo, tutta originale e ancor di più, non ho capito granché ma la musicalità è indubbia e da quella mi son lasciata trasportare con perdurante sorriso di meraviglia

Pagu22 febbraio 2015

E' sempre arduo entrare nell'universo poetico dell'autrice anche se tutte le volte che leggo questi scritti ne rimango affascinato e attratto. Il corpo e le sostanze benefiche sono un nuovo e originale capitolo, un modo di fare poesia molto particolare. Leggere questi lavori è come ascoltare le musiche di una nota cantante islandese che ha fatto della sperimentazione il suo mondo musicale. Mi piace molto questo percorso.

Matilde Marcuzzo23 febbraio 2015

ci nutre ...lo studio o il fantasioso dire della lingua intaliana. ammirata... plauso