Ti chiamavano La Rosa Selvaggia
”Ti ricorderai di me? ”
Fu l'ultima cosa che mi dicesti
premendomi le mani sul petto
in quella fredda mattina d'inverno.
...Un sussurro disperso nel cielo,
uno sguardo nei tuoi occhi infiniti...
E le stelle congelate
si scioglievano in pianto
mentre tu voltavi le spalle
a una favola senza futuro.
...Dei passi silenziosi nella neve,
dei brividi sulla mia pelle nuda...
Per quante notti ancora
le mie lacrime scorreranno,
cercando il tuo viso nel buio,
sognando le tue mani gentili?
...Il tuo profumo ancora nell'aria,
i tuoi capelli danzanti nel vento...
Ti chiamavano ”La Rosa Selvaggia”...
E il tuo nome era come l'aurora:
mille raggi di luce che squarciavano le tenebre.
E il tuo nome era la mia vita:
sbocciava d'estate, appassiva d'inverno.
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Commenti (2)
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Carolina Villani Bidibambina11 luglio 2007
... un profumo di Rosa selvaggia, pervade ogni nota di questo stupendo canto d'amore, dalla nostalgia al rimpianto, dalla speranza alla malinconica chiusa...
Rossodisera12 luglio 2007
si legge d'un fiato e la si rilegge, bella e malinconica. la chiusa mette i brividi, come la neve.... !

