Fu il giorno
Nunzio Buono
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Io nacqui
nel vociare di case in costruzione.
Rammendo il lento inverno; poi la neve
che fioriva con i sogni a primavera
La casa rossa tra i papaveri,
il treno che non dorme e che di notte
urlava al buio il suo rumore
le vele mosse al vento, il mare
che arrivava piano
con la voce del ritorno
Io nacqui lì
tra i silenzi detti delle cose
e i volti accesi dei ricordi
dove l'ombra rientra ancora
nell'abbrumarsi della luce.
Lì, fu il giorno
che il tempo cominciò a morire
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L'autore
Nunzio Buono
Breve biobibliografia di Nunzio Buono Poeta, scrittore, recensionista, si possono trovare le sue liriche in diverse antologie di autori vari, scrive in siti di letteratura di notevole pregio, ricevendo consensi critici da giornalisti di grande rilievo. Diverse le note di merito e d’onore ricevute, vincitore di concors
Commenti (1)
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Pierangela Fleri25 febbraio 2015
Muore il tempo che non ha coraggio, il treno ferma sempre alle stesse stazioni e riparte... Bellissime metafore, il tempo... che non ha più tempo

