Un vagito in altomare
Salvo Scamporrino
862 poesie pubblicate
+ Segui

Strade bagnate
riluccicano
minuscole stelline
sul lungomare dell’isola,
laggiù
il vagito della vita
sulle impetuose onde
si confonde
con il dolore,
foglie morte
cadono leggere
sfiorando il bagniasciuga
sulla spiaggia desolata,
laggiù
l’urlo è annegato
tra le impietose onde,
sommerso
dalla disperazione.
Sanguina ferite il mare,
l’azzurro si fa rosso scuro
ed il sale brucia la pelle,
sanguina ogni poro dell’umanità
oramai sconfitta e abbandonata.
Rimbomberà
il neonato vagito
su ogni terraferma,
facendo tremare
i cuori più duri,
avvolto da due ali
camminerà
sul pelo dell’acqua
fino a che terra sarà,
porterà il suo amore
tra gli uomini sordi
quaggiù
tra le rovine
di civiltà perdute
ora sepolte
dall’intolleranza
che uccide due volte.
L’amore che colore non ha.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
