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Sociale 27 febbraio 2015 · lettura 1 min · 1313 letture

Un vagito in altomare

Salvo Scamporrino 862 poesie pubblicate
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Strade bagnate riluccicano minuscole stelline sul lungomare dell’isola, laggiù il vagito della vita sulle impetuose onde si confonde con il dolore, foglie morte cadono leggere sfiorando il bagniasciuga sulla spiaggia desolata, laggiù l’urlo è annegato tra le impietose onde, sommerso dalla disperazione. Sanguina ferite il mare, l’azzurro si fa rosso scuro ed il sale brucia la pelle, sanguina ogni poro dell’umanità oramai sconfitta e abbandonata. Rimbomberà il neonato vagito su ogni terraferma, facendo tremare i cuori più duri, avvolto da due ali camminerà sul pelo dell’acqua fino a che terra sarà, porterà il suo amore tra gli uomini sordi quaggiù tra le rovine di civiltà perdute ora sepolte dall’intolleranza che uccide due volte. L’amore che colore non ha.
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dedicata a tutti i bimbi nati al largo di lampedusa.

L'autore
Salvo Scamporrino

Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.

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