Canto glaciale

E scioglierei il mio canto
nel dilemma
sospinto dal tuo vento
infingardito
guastando ghiacci e poli
indifferente
nell’urlo dalla terra
permanente.
E bloccherei nei mari
bestie e onde
erranti sopra picchi
sconosciuti
lottando contro il tempo
e il dio tiranno
che spande con la nemesi
il malanno.
E salirei più in alto
fino in fondo
col piglio della becera
mia offesa
che vede l’uomo avvinto
al suo dannare
conteso tra la rabbia
e il raggelare.
E metterei al mio fianco
quella spada
che sfodera lucente
la natura
distesa dai fantasmi
maledetti
sul letto dei misteri tuoi
imperfetti.
©
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Commenti (1)
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rita iacobone28 febbraio 2015
Con una piacevole assonanza si legge con piacere questa poesia ricca di contenuti che arrivano al cuore.
