Dannati
Duilio Martino
581 poesie pubblicate
+ Segui

M'addentrai nella selva oscura e colsi
ciò che dal Sommo è stato meglio detto
a rammentarlo mi tremano i polsi
l'antro trovai e ardeva il maledetto.
Non sfuggivano a guardo i condannati
a bolgia dirigevano già spogli...
un andare flemmatico
uno smodato camminare e lento
come se i corpi - estranei - non vivessero
il proprio tempo; pavide
e ossute masse, mummie semoventi
ombre che - mute e atterrite - arrancavano
in un mare di polvere
alzata per lo più - tra scarni lassi -
dai fiati scuri e i ben più cupi passi.
Nè sfuggirono al guardo in fuoco truce
furenti forche fra corna ritorte
dentro il buio pertugio - senza luce -
laddove luce è soltanto altra morte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Duilio Martino
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
carla composto28 febbraio 2015
opera di spessore che distingue il poeta con il suo scrivere magistrale il mio plauso
Pierangela Fleri28 febbraio 2015
Questo poeta non scrive di getto emozioni scaturite da una semplice emozione, elabora, assorbe, e stilizza opere sviscerando il suo sentire che richiama i grandi poeti della storia rendendo i suoi versi di un perfezionismo difficile da trovare e senza mai cadere in banalità riuscendo a rendere forte uno stile desueto
Pagu1 marzo 2015
L'importanza della struttura, la ricerca e l'elaborazione dei versi e delle strofe. Tutte le poesie di questo poeta sono momenti da studiare e imparare per capire fino in fondo un modo di poetare complesso e affascinante. Questa ennesima prova ne è la riconferma. I miei più sentiti complimenti per uno stile che ammiro profondamente.



