La paura del ghepardo
carla vercelli
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S’acquieta nell’erba flessa
alta
la tensione d’osservare la preda.
Nessuna incertezza nell’agguato
polvere velocissima di morte
l’orizzonte
rosso a macchiargli la peluria
superba
degna d’un idolatra.
Nessuna elevazione al ramo.
Dilaniata la calma nello spergiuro
della presunta superiorità.
Auto proclamazione di vile coraggio.
Ma
di nuovo nell’erba
al calar del sole
la paura non ben identificata
a un rigurgito di ombre
-nemmeno non sue-
Indifferibile conforto
l’ammissione di remota e
positiva interdipendenza
Passo felpato e potente verso lo scampo.
©
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
Commenti (1)
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Duilio Martino28 febbraio 2015
Ottima, alcuni passi assolutamente di pregio... in cui suoni e finezze stilistiche prevalgono. Ottina quella allitterazione "p" in chiusa... ma non solo.

