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Amore 3 marzo 2015 · lettura 2 min · 1956 letture

Poveri, immortali, miei pescatori!

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Paguri sonnolenti nascosti tra la sabbia, nella baia, dove altri microrganismi marini vivono o muoiono tra l'onda di Marea e il respiro di risacca. In un tempo così amaro di cristalli, di memorie antiche di rimpianto, la tempesta mostra la violenza del vento che tutto annienta e distrugge. Così morti e immortali mostrate il volto ligneo arso dal sole e arterie di mano nodose intente a slegare barche dagli ormeggi, nel movimento ancestrale di antiche cantilene che provengono dall'anima. E sale, cristalli, vento di Maestro amico che increspa il mare in un vortice sottile basculante tra cielo e infinito. Peppe ha abbracciato la sua donna, mano di sangue ha appoggiato sul suo grembo, ad ascoltare il battito della creatura che in lei sta vivendo, Le sfiora le labbra con un bacio, un inchino e bianchi gigli di mare le offre in un gesto di sopravvivenza e di morte. Pietro esorta il figlio verso la barca, con rete rammentate in un viaggio verso la pesca, oltre un retaggio di miseria e stenti, affrontati con sguardo fiero e orgoglio. E' ora una pioggia intensa cadere, mostrare essenza di quarzo e luce rifrangente a dare un tono malinconico alla marina antica, la barca di Sicilia ora è libera verso l'ignoto, in un tempo senza tempo di evanescenze in movimento. Mia madre mi chiama, tesoro, pulcino mi dice: non piangere, i nostri pescatori ritorneranno! Vieni amore mio, i nostri pescatori non moriranno mai in noi! Sono voce antica, preghiera di vita, radice di mare. Così mia madre mi stringeva al suo seno piangendo, con voce melodiosa come sempre mi parlava d'amore. Meduse alla deriva, decomposte in frammenti di cristallo, dissolte al sole dopo esodo morente. Cari, amati, immortali miei pescatori!
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Commenti (4)

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Rosita Bottigliero3 marzo 2015

Il mare da sempre lascia un pensiero a chi ama il mare. Versi molto belli, si sogna nell'onda della vita...

Pagu4 marzo 2015

Vite descritte con precisione e spessore in una poesia molto curata da sembrare un brevissimo racconto per lo sguardo, attento e affettuoso, del poeta. La terminologia, i momenti, gli stati d'animo e le immagini investono il lettore e lo portano in questo piccolo angolo di mondo dove l'uomo è in perenne battaglia col mare, amico e nemico, e con una vita sempre in pericolo. Il poeta ha scritto versi che conquistano il cuore, regalandoci una delle sue poesie più belle e che sento particolarmente. Un lavoro da ricordare.

Antonella Garzonio4 marzo 2015

Canto di memoria, solitudine e malinconia in ottima forma poetica. Elegante verseggio che rende l'opera simile ad un quadro che trasmette al lettore il fascino del mare, del vento, di quei visi segnati dal sole. Immortali perché amati, voci antiche e indelebili così care al tuo cuore.

carla composto4 marzo 2015

versi intensi ricchi di nostalgia versi che ricordano storie lontane di gente che amava il mare... e che ora forse vive di rocordi e nei ricordi... chapeau al bravo autore