Nell’ impari lotta
__________________La mia infanzia è scritta sulle scialbe facciate dei palazzi secolari della strada che mi svezzò con il metodo antico. In quella strada vestita di storia che affaccia al Vesuvio io vidi la luce nell’umido basso di un angusto cortile; partorito sul lucido marmo del tavolo in noce c
Commenti (1)
Una poesia grande a dispetto della brevità. E più che bella anche quella sensazione di lento soccombere che passa della stanchezza della battaglia alla sconfitta ... ed umiliante offesa (ferimento). Come pure è climax discendente la premessa (lottatore/mosca/trasparente). Ottima la chiusa. Plauso per l'uso del termine veridico che ben si accorda ansuoni in stringa. Piace meno "guiso" (a mo' o modo di mosca avrebbe ottenuto una buona onomatopea) e conquiso (preferito "sconfitto" ci sarebbe allitterazione "f"). Di contro temini sono consonanze il che rende la cosa meno amara Sembrano però, queste due parole, non perfettamente contestualizzate. Comunque, peli a parte, credo sia stupenda poesia (il tempo mio speso suggella). Splendore poetico

