Sindrome

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immagini slanciate all'odissea infinita, di raccontarsi senza inbizione, cercando sempre la chiarezza degl'istanti ... complimenti davvero
non provo ad interpretarla, ma racconto dell'idea e del senso che mi ha donato questa splendida lirica: la mancanza, il distacco come una ferita, di un figlio che esce di casa per intraprendere la propria strada, del silenzio di un nido che prima era rumoroso, confusionario, disordinato. Poi tutto torna in ordine, la camera sempre pulita, i gesti che diventano più semplici ma anche più vuoti, la pace, sì, ma con un buco nel cuore. Felici del volo, infelici per il vuoto lasciato
Commovente e di alto lirismo questa lirica i cui versi fanno rivivere la situazione e lo stato d'animo di chi assiste impotente al vuoto domestico, per volere del destino o per scelta di vita... E' un dolore in ogni caso, affrontato con notevole e silenziosa dignità, tra le mura di un giaciglio divenuto freddo! Immagini reali, coinvolgenti, versi che arrivano al cuore, prima che alla mente! Poesia profonda e maestosa nella sua essenzialità. Complimenti!
Troppo efficacemente, le immagini scelte dall'autore, rendono il vuoto e il freddo di una casa quando i figli se ne allontanano per proseguire la loro strada... così efficacemente che nel leggere si ritrovano sempre vive quelle sensazioni per chi le ha già sperimentate... "efferate ferite all'ombelico" perche viscerale è il legame... dalla carne all'anima




