Venti contrari
Patrizia Ensoli
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Con tutte le tegole cadute, avrei goduto a più non posso ...
ma è proprio lì che ha mancato il fato
su quella testa dura come il marmo, neppure la polvere ha colato
scivolasse liscio: io pensavo, come l’olio nell’imbuto avrei voluto
ma niente, manco un ago di pino t’ha sfiorato;
magari avesse inibito il nervo del ditino
giusto un po‘, per trattenerti dal rompere il corbellino
e poi chissà; un po’ di sale in zucca ne filtrasse.
La musica del vento è produttiva, dice
impollina la terra ...ma in effetti, non bastan semi a penetrare.
Velocità e folate dispettose, m’hanno schivato lo strimpellare
che m’ha rotto proprio (i cotti rossi), al davanzale.
E allora spero che intervenga il mare
magari lo conduce a Timbuctù, deserti aridi ed estinti
per far si che sia dichiarato “ Patrimonio dell’Umanità “ e poi adorare
per compiangerlo e rimpiangerlo all’istante, altresì
respirando un’aria tersa e ripulita dal rumore
del gioco bello, in esubero e non poco, dello strimpellatore.
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