Il Dio dei Viaggiatori
Michele Scaramuzzi
70 poesie pubblicate
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Lentamente muore ad ovest il sole
e lo sguardo si posa sugli ultimi bagliori,
che sui binari sembran quasi rincorrere l'amante perduta.
Perso, lontano, su di queste ragnatele d'acciaio
che a volte quasi per magia,
fan rincontrare due cuori lontani
magari divisi dallo spettro di un disegno futuro.
Ma l'acciaio è si freddo, duro...
spesso lo è troppo con chi non merita tale destino.
Vidi cuori tramutarsi in frammenti,
e questi divenir polvere fino a poi volar nella brezza notturna
e unirsi infine al quel brandello d'universo che i mortali
battezzarono col nome di "Luna"
Perché tale visione scrutano gli uomini con malinconia,
quando i ricordi riaffiorano tra le onde della memoria.
E lei pallida e solitaria, lassù come memento immortale
troneggia su coloro che hanno amato davvero.
Il vagone scivola silenzioso nelle tenebre,
il volto ammantato dalla fioca, triste luce.
Io sono il Dio dei Viaggiatori
le lacrime d'addio tramuto in pioggia
i falsi amori in bora
la speranza di rivedersi in un arcobaleno tra buie nubi.
Solo gli addii rimangono tali.
©
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L'autore
Michele Scaramuzzi
La mia età io la dimostro da 8 ad 80 anni. Forse sono il più vecchio tra i giovani e sarò il più giovane tra i vecchi....Chi può dirlo dopotutto? Non sono poeta, non di certo...Non mi interessan endecasillabi, terzine e via dicendo....Semplicemente scrivo....quando il mondo che mi circonda...cambia... Non lo faccio p
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