Pensieri di matita
Scrutavo visi d’accattoni
scrivendo ancora della vita
di storie in ombra e di prigioni
per un pensiero di matita.
Guardavo dritto le miserie
seguivo vicoli, i suoi cani
volevo cogliere macerie
ma mi tremarono le mani.
E fu la notte sul quaderno,
furono gli occhi di paura
per un fanciullo nell’inverno
sotto una neve scesa scura.
Chiedeva due pezzi d’argento
con uno spillo tra le dita,
ma io non ressi il suo tormento
così spezzai la mia matita.
Con quella pagina dischiusa
lì ritornai con i miei figli,
vi ritrovai una preziosa
pallida più di mille gigli.
E quando chiese Margherita
cosa facesse sulla via,
finì il pensiero di matita
e raccontai una bugia.
Ancor richiese Margherita
cosa facesse sulla via,
io cancellai la mia matita
e ribadii quella bugia.
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