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Impressioni 11 marzo 2015 · lettura 1 min · 3028 letture

Sofferenza frammentata

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Gli istanti di malinconici sorrisi accesi tra i filiformi incantesimi di sofferenze forse, si frammentano nelle foschie dell’angoscia. Censuaria delle confusioni di questo vivere. Svuotamento di questa malinconia Ecco... forse... o per caso ... rasentiamo la pazzia?
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (14)

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Grazia Denaro11 marzo 2015

E' il vivere convulso di questo tempo che non dà risoluzione a quesiti e a bisogni primari che fa vivere con l'anima in confusione. Versi che sono paradigma d'un vivere non sereno in queste strane stagioni che ci offre la vita e chi dovrebbe aver cura di noi. Una riflessione attinente, versi molto apprezzati.

Melina Licata11 marzo 2015

Una bella domanda, in questi versi che portano alla riflessione, che spesso tutti ci facciamo, durante le stagioni dell'anima, nei giorni più frenetici in cui tutto diventa confuso e manca anche il respiro ... Molto bella e apprezzata...

Antonella Garzonio12 marzo 2015

Il viver frenetico delle nostre giornate intreccia e confonde le sensazioni. la crescente tensione ci fa vivere in uno stato di assoluta immobilità, senza vie d'uscita giacche' ci pare d'esser spettatori di noi stessi, di vivere dal di fuori la nostra emotività .Ottimo il tuo lavoro.

Riccardo Ruschetti12 marzo 2015

Quante volte sorridiamo con le labbra ma non col cuore... sorrisi senza radici che non possono far altro che diluirsi mescolandosi con i frammenti malinconici dell'angoscia quotidiana. Una domanda che è quanto mai sensata..."perché sorridere quando il cuore soffre?"...siamo come giullari che saltellano sul palco senza sipario di una vita che non ci rispetta..e... c'è davvero ben poco da ridere! Forse sì...siamo un po' inconsciamente pazzi...

carla composto12 marzo 2015

vivere in un mondo che ci toglie il respiro che ci prende sino alo sconforto dell'anima... profondi versi impreziositi da belle metafore...

Daniela Dessì12 marzo 2015

Il vivere angosciante dei giorni malinconici ci mette a dura prova, a volte facen doci rasentare la pazzia, uno svuotamento dell'essere avvertito quando con la sofferenza tocchiamo il fondo, non potendo dar un senso alla nostra vita.

Alberto De Matteis12 marzo 2015

Molto spesso sono sorrisi pervasi da grande malinconia quelli che si vedono sulle labbra di tante persone, al mondo d'oggi. Ed il bravo Autore, con questo testo poetico, liricamente intenso ed immediato nelll'espressione, evidenzia la "sofferenza frammentata" del vivere qiuotidiano, sofferenza soprattutto interiore, che mal viene celata dall'aspetto esteriore.

Berta Biagini12 marzo 2015

Se ci pensiamo bene, a questo mondo siamo tutti un po’ pazzi (senza voler offendere nessuno), sin dalle piccole cose possiamo rilevare questo – peccato che non basti a farci rinsavire, visto che non siamo mai contenti.

Salvatore Masullo12 marzo 2015

L'angoscia del nostro vivere spesso si traduce in tanta malinconia che si sofferma sulle nostre labbra ed i nostri sguardi. Siamo essere del nostro tempo, un vivere veloce che non valorizza momenti di vita. Quasi un'angoscia ben descritta in questi versi meravigliosi. Complimenti!

Giovanni Chianese13 marzo 2015

Sventola pace al Mondo con sarcastici sorrisi al vento, mentre in noi c'è la guerra di un'angoscia esistenziale. Un conflitto perenne stanzia nell'essere umano, come un disturbo bipolare è il virus che invade e ci rende dissennati. Ottimo il pensiero, centra un argomento d'avanguardia nell'ambiente societario moderno, tracimante episodi di sofferenza psicologica, che a volte scivolano nel pantano delle tragedie.

rita iacobone15 marzo 2015

Appartiene agli uomini oramai questo malinconico soffrire tanto da accettarlo passivamente, invece si dovrebbe soppiantarlo con la serenità del buon vivere.

Paola Galli18 marzo 2015

è una domanda lecita ed una riflessione non da poco! un momento storico che ci induce a pensarlo davvero, un momento di sofferenza ed angoscia, che ci svuota da ogni sentimento a volte, da ogni buon proposito! e ci viene da pensare davvero se non siamo tutti sul precipizio d'una pazzia collettiva! raramente da ultimo le nebbie si diradano!

Cinzia Castellana20 marzo 2015

Riusciremo a rinsavirci??Con questi versi lasciamo spazio alla riflessione... Bravo!

Rita Stanzione31 marzo 2015

Dove vanno a riversarsi le angosce... Sottilissime impressioni in versi eleganti e originali. Apprezzatissima poesia.