E noi contradaioli della nostalgia
alias Marina Pacifici
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E' un susseguirsi dolce di colline e declivi
che racchiudo nei miei silenzi
ombreggiati da selve
di querce, cipressi ed ulivi.
E' il sorriso della Toscana
ed il saluto agreste dell'Umbria
che ritrovo in liberi versi
ove i sentieri dei passi andati
non sono mai persi.
Da sempre porto nel cuore
un mattino di rugiada
quando il vento mi indica,
al crocevia della tenerezza, la strada.
Siena, che svetta dall'altura, il profilo del Duomo,
ed il diadema dei poggi
nel radioso incanto di un sorriso
m'illumina anche oggi
rammentandomi chi sono.
Un cielo smagliante in Piazza del Campo
mi narra una favola d' amore antica:
l'onda dei ricordi torna in un lampo
e la memoria dischiude le braccia amica.
E noi contradaioli della nostalgia
fremito di sogno nel palpito di colore
mentre sventola lo stendardo della vita
nel Palio di luce
quando i ricordi ricamano in silenzio le mie sere
e la tua mano, Amore,
all'ombra della Torre del Mangia
stringe ancora la mia.
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