Giustizia difettosa
Daniela Dessì
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Dinamica sconvolgente
sottende a una tragica fine,
delitto indimostrabile
senza la prova inconfutabile.
Sviate indagini
rimandano al dubbio irrisolto
penoso mistero
da cui prosciolto è il colpevole.
Eppur sul viso raccolto
in sdegnoso riso
appar l'ombra sospetta dell'irrisorio ghigno
che della gente ciarliera in buona fede si beffa,
a lei insolente attribuisce
quel che si definisce condanna mediatica
anzi prima del processo.
Di conseguenza, travisata verità
consente all'imputato di avvalersi dei diritti
di cui le vittime son private,
non potendosi difendere
lesa invece è la memoria degli innocenti
calpestata da ignobili menzogne
inscenate appuntando strategie di rivalsa.
Non tanto la legge difetta suo malgrado,
ma chi giudice ad essa non si conforma umilmente
secondo debito rispetto.
Dietro la toga si nasconde un uomo debole
povero di virtù coscienziose,
preferisce assolvere colui sul quale pendono pesanti indizi
conclamanti sferzante verdetto
pur di sentirsi retto con se stesso,
cosicché giustizia non fa il dovuto corso
né onore a un paese dove smarrito
è il senso d'umanità incorruttibile
e l'orrore del sangue
non lavato via dal pentimento
fa notizia all'ordine del giorno.
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (2)
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e
emiliapoesie3914 marzo 2015
argomento scottante e attualissimo, non sempre la giustizia fa il suo giusto percorso, ma x mille cavilli burocratici noi restiamo delusi, e magari il colpevole impunito .esposizione corretta.
Francesco Rossi15 marzo 2015
Dal punto di vista della struttura complimenti alla brava autrice.

