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Sociale 17 marzo 2015 · lettura 1 min · 3552 letture

Il mare non è una pattumiera

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Oggi il mare è molto triste. È grigio e malato da quando gli uomini lo hanno sporcato. È un mare tradito, un mare inquinato plastica e veleni lo hanno devastato. Limpido e trasparente sogno il mare, con mille sfumature. Verde quando risplende sotto il sole. Grigio e dispiaciuto per la pioggia continua In lotta contro il vento, le onde fa innalzare Come potrà ancora illuminare il sole, in questo tempo cupo che ha trasformato la grande distesa azzurra in una pattumiera? Il mare sapiente vorrebbe aprire il suo azzurro manto con paterna saggezza e testimonia all’uomo la sua discesa verso un abisso profondo. Il mare è da pulire, non è una pattumiera
#Sole#Mare#Spiaggia#Tristezza#Delusione
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Il mare è triste e malato perché gli uomini continuano a sporcarlo e inquinarlo. È una grande risorsa questa immensa distesa salata, dobbiamo averne la massima cura e invece... assistiamo ogni giorno al degradante spettacolo di spiagge sporche, piene di catrame, bottiglie di plastica e oggetti di vario genere.21 giugno 2015
L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (27)

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sergio garbellini17 marzo 2015

Un grido di dolore contro il degrado ambientale si nota apertamente in questi bellissimi versi, in cui il mare è l'elemento primario, dove l'uomo, da incivile quale si è sempre dimostrato, riversa nelle acque tutte le masserizie più disparate che lo inquinano e lo danneggiano in modo irreparabile. La nostra valente Poetessa urla ai quattro venti, col contenuto di questa lirica, tutta la sua rabbia per la stoltezza dell'uomo che distrugge le bellezze della natura con la sua ignominia. Cosa ci dobbiamo aspettare ancora dai nostri simili? Versi che dichiarano apertamente una situazione insostenibile, brava l'autrice a evidenziarne il problema. Apprezzatissima.

Rosetta Sacchi17 marzo 2015

Un grido di aiuto s'innalza nel cielo. Eh si, bisogna correre ai ripari, far sì che il mare torni ad essere limpido e fonte di ispirazione, non il panorama decadente che si offre ai nostri occhi, purtroppo ad opera dell'uomo.

Catia Dinoni17 marzo 2015

Condivido il forte messaggio che l'autrice vuole far passare attraverso i suoi versi. É di pochi giorni fa un'inchiesta giornalistica trasmessa in televisione che ha messo in evidenza il quadro sconcertante dei nostri mari, patrimonio deturpato senza scrupoli, una via di fuga dove far scivolare i misfatti delle grandi industrie, ma anche la mancanza del singolo senso civico di ognuno di noi. L'uomo come sempre non capisce l'importanza di un equilibrio che va preservato, purtroppo sta sotto gli occhi di tutti il degrado. Complimenti per il tema affrontato senza troppi giri di parole.

emmalisa lucchini17 marzo 2015

versi che fanno riflettere per tanta schiettezza, un grido di dolore verso il degrado ambientale, purtroppo inascoltato. Il mare che accoglie e dona calpestato da gesti infami, tradito, dove l'uomo fa precipitare la bellezza per il dio denaro! Apprezzata molto!

rosanna gazzaniga17 marzo 2015

Grande sensibilità in quell'ascoltare la tristezza e l'impotenza del mare devastato da chi dovrebbe amarlo... la vita si è manifestata dal mare, ma come una madre umana non sempre riceve amore...

Anna6217 marzo 2015

Il mare e a monte i fiumi dentro cui confluiscono, è diventato una pattumeria densa di scoli chimici, di detriti radioattivi, di spazzatura di ogni genere. Anche i pesci muoiono e noi lentamente . Giusto monito a porre rimedio, spero solo non sia troppo tardi. Apprezzata tutta e condivisa nello slancio

So ce l'autrice è sincera nella sua indignazione perché la leggo da tanto e col tempo ho imparato a conoscere il suo forte sostegno per la giustizia. In questo caso si tratta di inquinamento e di ingiustizia si tratta in quanto si arreca un danno a tutto l'ecosistema. Purtroppo ci vorrà molto tempo affinché si riesca a mettere mano in maniera decisa a queste problematiche.

Giovanni Chianese17 marzo 2015

Forte è il messaggio, come onde del mare in tempesta, a naufragare un rimprovero dalle acque sui lidi dell'umanità. Nefandezze negli anni di un progresso tecnologico, stanno distruggendo la fauna e le meraviglie di un fondo marino. Mare, dolce mare, oramai pattumiera di metropoli, con navi del piacere, del trasporto industriale e combustibili altamente inquinanti, sta segnando la stanchezza di un lento avvelenamento. Quando sarà morto l'ultimo essere vivente in questa magnifica laguna e quant'altro della natura, c’è d’accorgersi che il denaro non è commestibile.

Grazia Denaro17 marzo 2015

Il mare che io adoro, sempre più sovente viene deturpato e in grande discarica ammorbato. Una denuncia che mette in risalto la distruzione dell'eco- sistema da parte dell'uomo che non ha scrupoli nel mortificare le bellezze che l'universo ci ha donato. Una poesia scritta chiaramente per far capire che bisogna rispettare la natura tutta. Gradita!

Rosita Bottigliero17 marzo 2015

condivido i versi dell'autrice molto sensibile ... il mare è vita, si immerge nell'anima il suo calore vorticoso... bella

Pagu17 marzo 2015

Una poesia molto curata e sincera per condannare una situazione che è un insulto alla vita perché il mare è vita. Mi piacciono i pensieri della poetessa, sono sempre onesti, profondi e nascono dalla voglia di verità e giustizia, perché la poesia serve anche a questo. Tutti noi, con i mezzi a nostra disposizione, dobbiamo denunciare ciò che è male e stimo chi lo fa con voglia e sentimento, perché è così che si deve fare. Ringrazio la poetessa per questa voce che diventerà una bandiera contro chi insulta la vita.

Giovanni Monopoli17 marzo 2015

L'incuria dell'uomo, la sua sporcizia, la cultura della ignoranza che porta a deturpare tutto e tutti nella incoscienza più totale... bene che tutto ciò si denunci come l'autrice fa in questa poesia che induce alla seria riflessione

piera tola17 marzo 2015

La natura da proteggere sempre, per il regalo costante di colori e sfumature. Essa si dona a noi che alle volte non sappiamo rispettare... tutto questo abusare del mare infinito un giorno pagheremo caro.

Francesco Rossi17 marzo 2015

Un bene prezioso che bisogna preservare, fortunatamente nella Liguria del levante abbiamo risolto il problema dell'inquinamento, che per lo più avviene per lo scarico di sostanze plastificate nei fiumi che poi sfociano nel mare. A volte bisogna chiedere aiuto alla capitaneria quando le imbarcazioni ormeggiano al largo per far controllare che non ci siano scarichi a mare di nessun tipo di sostanza o rifiuto. Un dovere nostro quello di preservare ma pure quello di segnalare e denunciare.

Alberto De Matteis17 marzo 2015

Un urlo di dolore e di desolazione s'eleva dalla voce convinta, suadente ed efficace della brava Autrice: il mare è diventato una pattumiera, e questo per colpa dell'uomo che senza scrupoli lo inquina ogni giorno.

carla composto17 marzo 2015

un meraviglioso dono che ci é stato fatto... sporcato come pattumiera, dice bene la brava autrice l'uomo non capisce, é capace di distruggere anche i beni più preziosi... ottima lirica che bisognerebbe leggere ogni tanto ...

Melina Licata17 marzo 2015

L'animo umano si ribella quando gli occhi sono costretti a vedere, un qualcosa di così meraviglioso com'è il mare, trasformato in una pattumiera... E' uno scempio che per chi ha dentro l'anima ancora un po di sensibilità, diventa sofferenza!! Molto bella e piaciuta!

C

una poesia di denuncia da condividere, bisogna correre ai ripari, bella poesia

Agnese Iannone19 marzo 2015

Purtroppo l'uomo incosciente deturpa e sporca l'immensa bellezza del mare, fonte di ricchezza. Sputa in effetti nel piatto in cui mangia, ci rattrista molto vedere la superficie del mare una pattumiera dove si gettano i rifiuti. Manca rispetto e senso civico per le risorse della natura. Una lirica ben stilata che mette in evidenza un tema sociale, il mare non è da sporcare ma da tenere sempre pulito.

L'inquinamento ambientale, insieme ai sempre più insisti ed insistenti venti di guerra, è la vera emergenza dell'Umanità, quella che rischia di distruggere per sempre il nostro derelitto Pianeta. La stupidità umana non ha limiti e si spinge fino ai limiti dell'autodistruzione. Il mare della terra è la parte più romantica e bella, più viva e vitale, ma questo non basta ad arrestare le barbarie dell'Uomo che l'hanno trasformata in una maleodorante pattumiera. Si fermerà un giorno? Capirà l'Uomo che non può e non deve distruggere il Bel Giardino che Dio gli ha regalato? Speriamo, ma non son ottimista, anzi!!!

rita iacobone20 marzo 2015

Siamo circondati dal mare, vive con noi e su di esso amiamo sognare, ispirarci in romantiche sensazioni, ma con quanto menefreghismo non esitiamo a buttargli nel cuore ogni genere di sporcizia, illusi che la sua vastità la possa fagocitare e distruggerla. Purteoppo non è così e sono ancora troppi coloro che lo insozzeranno ritenendo chi si preoccupa troppo pessimista. Brava l'autrice come sempre a dimostrare in poesia la sua vera indignazione verso questo ormai concreto disastro.

Donato Leo22 marzo 2015

La poetessa eleva il proprio grido di ribellione e di dolore, per la negligenza ed il menefreghismo, di coloro che inabissano nel mare i rifiuti di qualsiasi genere. Ancor peggio se l'inabissamento di rifiuti è una questione economica, come purtroppo si è verificato. Ricordiamo che è sempre la mano dell'uomo a distruggere, anche se in parte, la natura.

Luciano Capaldo29 gennaio 2017

Una ribellione, una denuncia contro l'uomo che ha saputo insozzare una natura ricca di vita e di amore. Una preghiera anche che mette in bella vista la grande sensibilità della poetessa... nota a tutti noi. Che bella. Consiglio di leggerla.

Umberto De Vita29 gennaio 2017

Se non rispettiamo il mare, sarà una catacombe per il pianeta. occorrerebbe per tutti i mari del pianeta che ci fossero una sorta di guardiani (pagati) per evitare lo scempio giornaliero di questo interessante mare che è la nostra vita. Plaus.

Eolo29 gennaio 2017

Credo che oltre a distruggere il mare materialmente l uomo distrugge il sentire che si ha del mare, l essenza, l ancestralita che ci ha dato la vita. Io mi sento parte con i miei pescatori i portatori di sale di questo respiro infinito che e: il mare, Bisogna conoscere il mare per poter capire quanto sia vita per noi. Ti ringrazio per questo struggente mirabile testo atto a portare Riflessione. Il mio elogio.

Giovanni Ghione29 gennaio 2017

Un'attenta e opportuna denuncia a carattere sociale sull'inquinamento del mare. Inquinare il mare significa lentamente uccidere l'esistenza della terra, pertanto è come compiere un consapevole suicidio dell'umanità. COMPLIMENTI!

Giacomo Scimonelli1 febbraio 2017

Ogni giorno il nostro mare viene inquinato senza nessun scrupolo... povero mare che accoglie la vita... mare triste e brutalmente avvelenato e con le spiagge che vengono ricoperte di spazzatura... solo l'uomo poteva creare una distesa di sporcizia... nel nostro piccolo ogni intervento è ben accetto... versi strazianti che rendono bene l'idea di degrado e di abbandono in cui riversano quasi tutti i mari della terra... brava e sensibile l'autrice a ricordarci il rispetto che si deve portare all'azzurro mare... bei versi, chiari ed efficaci