Al Fronte

Già vite proletarie pien di stenti
con scarso cibo e tribolo nei campi,
s'udiron richiamati padri e figli
da Patria ch'era ancor solo d'intenti.
Nel freddo estremo su per monti e valli
o ad arrostir nel sol fra insetti e tanfo,
sedare il sonno e non avere un bagno
ristoro sospirar lontan dal fronte.
Rinchiusi in buche avendo mota al collo
tutto un un frullare allo schiantar di bombe
un sibilo e il fratel cader daccanto
resistere al dolor altri uccidendo.
Ed avanzar scoperti in nuovo campo,
pagar col sangue l'ulteriore avanzo;
Trieste conquistar poi insieme a Trento
d'Adriatiche rivier seguir le sponde...
Pugna non breve e con vicende alterne
e infin vittoria arrise alle speranze.
Pur Zara e Fiume accrescer non potendo
montante orgoglio la descrisse monca.
In questa guerra fu ferito il Duce
con altri interventista assai feroce.
Poi nero venne a cavalcar scontento ...
Fu guerra ancora, e di rinunce avvento!
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
Commenti (1)
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Pagu18 marzo 2015
Un ricordo della guerra davvero notevole. Le immagini descritte sono molto realistiche e sincere. Ovunque si avverte la paura, il dolore, l'immenso disagio del vivere... è la guerra e diversa non può essere. Ottima la struttura, versi molto precisi e magnificamente incastrati per un lavoro che voglio ricordare. Complimenti al poeta.
