Di rigogli passati
Francesco Paolo
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Corse distratte nel flettere
i busti con ansioso
capriccio.
Chissà se c'è o ritarda,
se i muri sono scossi
dal solito sbadiglio.
La mano già s'increspa
al franto ticchettio
di passi silenziati.
Non copro quelle voci
che annettono paure;
mi scopro già riverso
su pagine in memoria,
di un letterato tronfio,
o un gelido cultore.
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Francesco Paolo
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