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Morte 21 marzo 2015 · lettura 1 min · 1494 letture

A mezzanotte in punto

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Se t’amo non dir che t’amo perché non credo, se piango ai miei occhi non dare peso è l’aria che respiro che m’affoga. Non c’è ossigeno per quest’anima assopita mentre s’aprono gli sguardi dentro al buio io vedo l'affilata falce già in arrivo. Attorno solo il nulla da sentire la luce è fredda e non posso bere, anche la voce si rifiuta di cantare. Di certo so che ora, se mi giro, e premono quel pulsante maledetto il buio arriverà senza sapere che tra poco nell'eterno starò bene, chi mi attende su nel ciel è solo amore perché mai in vita mia ho fatto male! La mezzanotte arrivò in punto.
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- Ultimi pensieri (veri) di un condannato a morte con iniezione letale - - L'esecuzione avvenne allo scoccare della mezzanotte del 21 Marzo 2012 - - Dopo alcuni mesi dall'esecuzione si scoprì che l'uomo era completamente innocente - Testimonianza trovata su un articolo di giornale che ho voluto rivisitare e riproporre. (Foto da web)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (11)

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Cinzia Castellana21 marzo 2015

Immedesimarti nel suo stato d'animo non deve essere stato molto facile, ma in qst versi si percepisce la disperazione del condannato. Bravo!

Azar Rudif21 marzo 2015

Vittima di una giustizia (umana) che non ha nulla a che fare con la Giustizia che giudicherà tutti: veri colpevoli, condannati ingiustamente e GIUDICI che non hanno la minima idea della Giustizia, sono fallaci e presuntuosi dietro la loro protezione di immunità... di là non ci sarà immunità. Versi giusti, giustissimi e da segnalare anche per aver colto lo stato d'animo di rassegnazione finale di uno che è stato condannato ingiustamente.

Antonella Avolio21 marzo 2015

La pena di morte non restituisce dignità e non libera il condannato dall'umiliazione del pentimento come sosteneva, invece, il filosofo Nietzsche. Non dimentichiamoci che l'ONU nel 2007 ha approvato la MORATORIA UNIVERSALE della pena di morte. Il poeta bene sottolinea una esecuzione a danno di un innocente. "in vita mia non ho fatto mai male" S'è grave per un colpevole, figuriamoci per chi non ha commesso il crimine ascritto!! Per fortuna che nella storia non sono mancati menti, si pensi a Sant'Agostino e Cesare Beccaria, che hanno lasciato opere degne di un codice penale per l'abolizione di tale ingiusta condanna.

chrysalis21 marzo 2015

Morire due volte... avendo la consapevolezza di subire una condanna immeritata per mano di altri uomini, morire nella mente prima che nel corpo... atroce, veramente atroce.

rita iacobone21 marzo 2015

E' giustissimo punire anche con fermezza chi sbaglia, chi uccide il prossimo, ma siccome sono gli stessi esseri umani a giudicare, quindi probabilmente fallaci, la pena di morte non serve a nulla, anzi toglie quell'ultima speranza per coloro che ingiustamente si vedono rinchiudere tra le braccia della morte. Un tema trattato con sapienza che induce ad una seria riflessione.

Pagu21 marzo 2015

Un tema tragico, drammatico da lasciare senza fiato. Spesso la giustizia ci considera colpevoli e si deve dimostrare l'innocenza (dovrebbe essere il contrario). Il poeta, con sguardo lucido, ci riporta alla memoria un episodio che tutti vorrebbero dimenticare ma, al contrario, è giusto evidenziarlo affinché non possa/debba ripetersi. Il suo poetare è preciso, sorprendente, affilato come un coltello... in breve bellissimo. Sono queste le poesie che prediligo, la realtà che incontra l'immaginazione, la fantasia e il nostro mondo interiore. Un lavoro grandioso.

zani carlo21 marzo 2015

A prescindere quello che un uomo ha commesso... nessuno si può arrogare il diritto di sopprimere un'altra vita... punto! l'Autore ad impersonificare sensazioni ed ultimi momenti strazianti di quella povera innocente persona.

Rosetta Sacchi21 marzo 2015

Si arriva ad amare anche la morte, quando si è consapevoli della propria innocenza. Si può piangere e provare inquietudine e disperazione, ma l’autore dice: non dare retta ai miei occhi se piango, l’aria d’intorno è diventata insopportabile. Per cui, meglio così, meglio la morte, il buio è un passaggio transitorio, nell’eterno tutto è luce, tutto è amore, perché può solo ricevere amore chi in vita non ha fatto male a nessuno. Versi profondi, toccanti, veri, vivi. Pensieri, impressioni, analisi, in attesa del momento che porrà fine a tutto, ma più che rassegnazione, a mio parere, qui vedo il desiderio di stare bene nel cielo, che conosce la Verità.

piera tola21 marzo 2015

Una bellissima esposizione del testo, scorrevolee musicale, importante riflessione quella della condanna a morte ...la grande responsabilità pesa sulla coscienza comunque sia... colpevole od innocente. Comunque rimane il dubbio sempre credo che una vita umana non abbia mai prezzo, neanche nella colpevolezza di delitti atroci per quanto la rabbia ci possa trasformare. Mah il mio è solo un personale pensiero... macchiarsi di altro sangue non serve a placare altri omicidi... se poi si rincorre nell'errore dell'innocente condannato beh che dire... Dio abbia pietà noi.

Daniela Dessì23 marzo 2015

Forte questa poesia, suscita grande impatto sul lettore per la delicatezza del tema trattato e l'ottima esposizione che l'autore fornisce, imprimendo ai versi sensazioni dolorose e immedesimandosi con grande sensibilità nella parte di un condannato a morte che sente incombere su di sé la fine e si sente impotente innanzi alla decisione ingiusta propinata da giudici incompetenti che con errato metro di giudizio umano decidono sulla vita e la morte di un'altra persona, senza averne alcun diritto.

Antonella Garzonio25 marzo 2015

Nella disperazione si arriva a desiderar la morte, a pregare che arrivi a liberare dalla sofferenza, dall'angoscia. Un testo lucido, di grande impatto, narri lo scoramento dell'uomo che attende impotente la morte che un tribunale ha ingiustamente decretato per lui, in modo esemplare riesci ad immedesimarti in una situazione tanto angosciante e drammatica. Bravo più di sempre.