Biancore rubato
Duilio Martino
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Ciò che resta è il tormento
un azzurro spezzato.
Non un battito d'ali, il vuoto dentro
solo un bòzzolo appeso - prosciugato -
non- metamorfosi, aborto d'intento,
sfregiato il giglio, poi tiglio sfogliato.
Ciò che resta del giorno è un ago, un morso,
un papavero rosso in verde prato,
una colpa non colpa, il gran rimorso,
d'acerbo grembo il biancore rubato.
Più non parli, non muovi - nell'angore
e immota nelle tenebre -
a spegnere parole in aspre palpebre...
a riesumare Amore.
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L'autore
Duilio Martino
Commenti (1)
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zani carlo21 marzo 2015
Viaggio solitario... dall'alto esame del lerciume che soffoca prati e città...angosce si sviluppano nella disamina del presente vivere... che speranze non se ne trovino più?

