24 marzo 1944
Andrea Palermo
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Nel placido ombreggiar
de ricurvi fossi
gemente l'allodola
sul vacillar de sassi.
Nel mesto sentiero
di strada in livrea,
che sorse maestra
per la romana Ardea.
Or che s'ode il chiasso
nel silenzio sovrano,
del vigliacco agir
che armò quella mano.
L'eroi non volenti
da quelle gesta feriti,
erranti senza voce
dei loro effimeri afflati.
Nelle pietre incolore
or si tange la storia
dell'Ignoti innocenti
di costretta gloria.
In quel soffio vetusto
che veleggia profano,
il vaneggiar della quiete
di testimoniar tenta invano.
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L'autore
Andrea Palermo
Commenti (1)
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Francesco Rossi21 marzo 2015
Poetica estremamente curata con notevole musicalità, un piacere per chi legge che non solo può gustare il contenuto della poesia ma altrettanto scopre il valore del verseggiare sciolto.

