Una stanca primavera

La fame è china
a chiedere un sorriso
all’angolo della settima strada
di una metropoli malata.
Il desiderio non cerca
che alberi dismessi
sul muro di cemento
nel cuore urlante
del vasto cielo di marzo.
Il piccolo inganno
sbattuto e odiato
offre litanie
al primo fiore che cade
con candida tristezza.
I voli
fermi
picconati a sbalzo
nel porto
ad uso
di una stanca primavera
invocano il vento.
Le rondini non passano più.
©
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