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Sociale 22 marzo 2015 · lettura 1 min · 2969 letture

Radicalismi (sonetto a rime invertite)

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Tratteggiano versetti con gli artigli e ci ricacciano in era glaciale; se disturba la satira i chirurghi danno mandato ai più teneri insetti. Barbuti e bradi che labili e gretti sovente si improvvisano tëurghi; ma nella misera armata del male appaiono più capre... e un po' conigli. Balbettano e imbastendo labbra i figli li riconducono al crudo banale per poi proporli improvvidi liturghi; statue e effigi distruggono i demiurghi e non rispettano il diverso, il sale, poi ghignano sfoggiando neri pigli.
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Sonetto a rime invertite (ABCD DCBA ABC CBA). Ma non solo... presenta pure la particolarità di avere in ogni verso almeno una parola sdrucciola. Esse sono disposte simmetricamente e con accenti tonici sulla medesima sillaba - A su 2^ - B su 4^ - C su 4^ e D su 7^). Così facendo (e con l'uso di enjambment) si ottengono oltre che rotture sintattiche anche rotture ritmiche anche perché in versi endecadillabi non sono più tutti la somma di due emistichi (settenario+ quinario o viceversa). Senza rinunciare a significato e significante. Resto un ... "allitterato".

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Duilio Martino
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Commenti (6)

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Azar Rudif22 marzo 2015

Senza dubbio, tecnica raffinata e di estrema conoscenza dell'ars poetica che rendono i testi leggibili sia ritmicamente che foneticamente. Premesso che non è la mia materia anche se sarebbe utile conoscerla e la curiosità mi solletica sempre, trovo molto significativi questi versi di condanna, ma anche di ribellione verso la barbarie di una parte della razza umana. Quindi, per me, bravo due volte e per la tecnica e per il significato.

s
santo aiello22 marzo 2015

Mi soffermo sul contenuto che denuncia la deriva di una certa poesia, di un linguaggio che si impoverisce di bellezza e di contenuti. Tantissimi poeti e spesso, troppo spesso poca poesia. Questo è quello che ho percepito. Apprezzata molto.

un mix di tecnica e contenuto che non si può che ammirare. Un contenuto che poi... mi trova molto in sintonia con esso. Grande

nemesiel23 marzo 2015

Da sempre si dice che gli italiani sono popolo di santi, poeti e navigatori... e se ci premettessimo un "pseudo"'? Penso che la parola poeta sia usata ed abusata con estrema facilità...e con troppa presunzione. Io la penso come Moravia "...poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo"... Perciò limitiamoci a pensare di noi stessi di essere semplici espositori/trasmettitori delle nostre emozioni... più o meno bravi... più o meno sinceri... Ciò che deve confortarci è la condivisione, la capacità di "farci universali" e individuali al sentire di chi legge...

Giovanni Chianese23 marzo 2015

L'arte e la storia non si distruggono con un piccone e chi lo fa è un essere indegno che ripudia le proprie radici. Il passato è identità, e allora perché distruggere la strada del sapere. Che ben vengano allo scoperto poemi e espressioni d'arte con tecnica e semantica modulare. Questo è un bellissimo sonetto che risuona note tematiche con quartine e terzine di una tecnica molto apprezzata, ma che oggi credo sia alquanto vetusta. L'orientamento è verso un trend che si contrappone al classicheggiante poetare con progressione liberatoria di versi sciolti e senza schemi trincerati, per essere forma di pura espressione e condivisione universale. Comunque tanto di plauso all'autore che tanto apprezzo, per arduo e difficile lavoro, non da tutti.

rosanna gazzaniga23 marzo 2015

Apparentemente una elegante critica a tecniche poetiche... ma io vi leggo qualcosa di più...specie nella prima strofa. versi che colpiscono l'immaginazione.