Immaginario
Lungo un viale qualsiasi,
della capitale dai mille volti,
il vento scaraventò
una rivista,
caduta da chissà dove,
inseguita per curiosità,
con affanno la raccolsi ed oggi,
leggendola comodamente,
ho trovato il tuo nome scritto,
con polvere della notte.
Mi accorgo che sfogliando
pagine stropicciate,
ribaltano con la luce del giorno,
frammenti invisibili
di una fonte
che libera le emozioni.
Incredulo sono perso in ricordi,
in parte evasivi,
si, come non ricordare il tuo nome,
composto da poche lettere,
ignaro del mistero, mi accingo
ad impostarle su un foglio nuovo,
non ancora macchiato di inchiostro,
per poter leggere le sillabe,
con un discorso breve,
senza introduzioni
e riassunti precedenti,
per raccontarti del mio nome,
rimasto senza mutamenti,
che unito al tuo,
si completa nell'alfabeto
dell'amore immaginario ...
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Commenti (1)
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Francesco Rossi25 marzo 2015
Ho letto, ritengo con molta umiltà che il testo ha un ché di prosa, il contenuto si presenta al lettore molto descrittivo nonostante la capacità di saper esporre con acume.
