Il Clochard
Francesca Romana Bruschini
12 poesie pubblicate
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Seduto zitto zitto a n'angoletto
me riparo da 'sta pioggia capricciosa.
Casa mia è sempliciotta, senza tetto,
un rettangolo de carta color rosa.
Na coperta rattoppata me difende
da st'inverno arrogante e presuntuoso,
qualche anima ogni tanto viè e me tende
un po' d'acqua accanto a un pasto dignitoso.
Me chiamano Clochard, un nome da Signore,
ma Signore a dire il vero nun me sento,
so n'anima modesta e in fondo ar core,
c'ho un sogno che ancora nun s'è spento:
Vorrei ogni tanto un po' de compagnia,
un soriso, na parola, n'emozione;
condivide un po' de vino in allegria
e n'amico che me canti na canzone.
Le ore so infinite, il tempo avanza lento,
me basterebbe un giorno spensierato,
no slancio d'altruismo, 'n sentimento,
na gentilezza, n'abbraccio delicato.
La gente corre sempre e pe non fa ritardo.
Se guarda l'orologio co ossessione.
Nessuno su di me posa lo sguardo
e il mio sogno si trasforma in illusione.
E me resta questa pioggia rumorosa,
che non spegne sto dolore dentro ar petto.
contrasto co sta vita silenziosa,
seduto zitto zitto a n'angoletto.
©
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Commenti (1)
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Davide Ghiorsi27 marzo 2015
Ho provato a leggerla immaginandola recitata dalla voce di Aldo Fabrizi, e mi ha emozionato tantissimo, perché è una poesia, questa che non mi sarei stupito se l'avessi sentita letta perché scritta da lui. i miei più vivissimi complimenti all'autrice, brava davvero.

