L'inchino della poesia
Chiara Vacchieri
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Mi vesto di musica,
la indosso come si indossa l'aria di primavera,
la sfoggio come un abito incorporeo
ammantato di sguardi.
Impregnata di vita,
mi sale da dentro,
come un grido impaziente d'uscire,
come un volo incapace di toccare terra.
La sento, non come seta sulla pelle,
ma come essenza profumata
all'acqua di sole.
E sono sabbia sulle labbra delle onde
e sono fuoco negli occhi accesi del mare.
Delle sue parole mi coloro,
con arcobaleno di emozioni,
cambio frequenza al ritmo del cuore.
Seguo battito.
Il suo battito.
Accompagno i passi della gioia
ad una danza senza cavaliere.
Sola, la grazia si esibisce da sola,
nel riserbo irriverente di un entusiasmo
che non gradisce testimoni.
Sulla punta delle dita,
assaggio le note,
sollevandole in gesti capaci di disegnarne la figura.
E nel conferire al balzo la forza del vento,
abbraccio la musica girando su me stessa
per poi fermare il mondo
in un inchino.
©
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L'autore
Chiara Vacchieri
Commenti (2)
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e
emiliapoesie3926 marzo 2015
hai dato musica e colore alla poesia, l'hai rivestita di leggerezza, l'hai trasformata in una regina di grazia. piaciuta molto.
Rosita Bottigliero27 marzo 2015
Si veste la poesia in versi leggeri profondi... L'intensità ne fa musica. Bellissima. Complimenti

