Piana di Giza

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Una poesia esotica, un ipotetico viaggio che procura mille emozioni al lettore. La poetessa ci descrive il luogo in maniera puntuale e attraverso i mille aspetti che lo identificano. E' bello immergersi nei versi e immaginare di esserci, di provare le stesse sensazioni narrate, la stessa voglia di vivere e di scoprire paradisi di particolare bellezza. Ottimo lavoro.
Tutti i miei pori s' aprirono... Patrizia ci trasmette col suo sentire così femminile la sensazione provata di essere partecipi e coinvolti in luogo. Sembra quasi un amore incondizionato oppure, una fiducia in ciò che la terra può offrire con le sue bellezze per il quale talvolta diventa matrigna ma spesso è madre.
Un poetare che rende vivo e palpabile le emozioni vissute nel calpestare la sabbia e il lasciarsi avvolgere dal calore del sole di quella piana, che fu culla di civiltà e grandezza...
Emozioni su emozioni si intersecano nei versi, coinvolgendo anche me che mi sento parte di quel tutto pur non avendolo vissuto di persona. Letta con apprezzamento.
Poesia che ha in sè tutto il fascino di una terra che resta culla di cultura, civiltà, storia, spirito... che fa parte anche di un immaginario collettivo, patrimonio universale, di atmosfere, percezioni dei sensi aperti a recepire... il talento dell'autrice ci trasporta in quei peasaggi e, allo stesso modo dei suoi, anche i nostri sensi si espandono e raccolgono sensazioni coinvolgenti, ricche di sugestioni che si fanno contesto, spettatore e artefice di "questo male d'amore"





