Venti di primavera
Giovanni Perri
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certo non fu solo vedere
perché capire anzi e sentire prima di tutto
e prima ancora immaginare
quel campo e quella casa dove
piantammo un albero e mettemmo un fuoco
ed io misi una luce alla finestra
e una macchina da scrivere sulla tua voce
e vennero piogge a posarsi
sai come arriva l'amore
porta suoni del mondo
e qualche ramo a fiorire
e tu non vedi
ma c'è una storia di nodi tra marzo e aprile un andare perfetto
che è un lavoro di piedi invisibili
olfatto e cielo
ed è questo finire in un
garbuglio d'onde
poesia dalle finestre a primavera
sotto gli azzurri un varco a volare
di braccia e capelli
e occhi
dove tutto il tempo
si tiene
nel medesimo vento e tu
non hai nessun bisogno
di vedere
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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