385 lettori online · 359.076 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Ribellione
Ribellione 2 aprile 2015 · lettura 2 min · 2759 letture

Tempi da lupi (sestina lirica)

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
+ Segui
Sono stanco persino di ascoltare me stesso, il rotolare dei miei passi; balbetto e bruco e brucia il labbro ancora dopo aver mordicchiato un mondo nero che s'è dato un diritto il cui gran peso preme su poche e troppo acerbe spalle. Tempi da lupi, ore preziose; i passi è meglio comperarli; quando ancora squillerà il sole, quando il crudo nero sfumerà con l'afrore, il sovrap- peso graverà meno sulle verdi spalle. Non voglio, più non tollero, ascoltare mille ragli. Folletti bianchi ancora provano a riproporci un pasto nero, ad ignorarci, a non dare alcun peso ad inni freschi, a metterci con spalle al muro per tornarsene a ascoltare, allegri, gli agri loro e tristi passi. Pare utopïa una capanna. Il nero ho in dote, non vitalizi: sop- peso, azzero sfizi, le piaghe ho sulle spalle. Questa Patria, incapace di ascoltare, è ferma al palo, prona su suoi passi, sugli infiggenti privilegi e ancora stenta a capire che il progresso è ap- peso a snellezza (lo Stato ha sulle spalle strutture becere). Dovrà ascoltare dovrà innovare, tenere altri passi se non vorrà precipitarci ancora nel grigiore, nel buio, dentro al nero d'una notte che ci alita alle spalle. È certo, se non stanno ad ascoltare, finiremo in un freddo inferno, i passi si scomporranno per portarci ancora in sanguinoso vespro, un buco nero dove il lampante piombo avrà più peso. Ascoltare addolcisce incerti passi e allevia il nero carico che ancora su spalle, spesso ignare, resta appeso.
♥ 0 💬 7
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Una sestina lirica... vocaboli rotanti personalizzate, schema: ABCDEF -BCDEFA - CDEFAB -DEFABC - EFABCD - FABCDE - (a) B (d) C (f) E. Lievi accenni satirici... rifetimenti purante... casuali.

L'autore
Duilio Martino
Tutte le opere →

Commenti (7)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
carla composto2 aprile 2015

un inchino a questa lirica, all'abilità di esporre in modo magistrale una rabbia che credo sia comune... un verseggio sempre piacevole di qualsiasi argomento si tratti... il mio plauso al valente e preparato poeta

Pagu2 aprile 2015

Bel testo, riflessivo e pieno di spunti inseriti in un lavoro che rispetta uno schema e forma ben precisi e che lo stesso poeta evidenzia. Ammiro molto l'autore, perché non è assolutamente facile scivere in questo modo. Complimenti sentiti.

Giovanni Chianese2 aprile 2015

Oltre alla paziente bravura in questa esimia sestina è il contenuto che fa travasare l'anima del poeta. Ribellione è la voce d'artista che nulla può fare agli eventi in tempi di fasto morente se non ascoltare per annerire di peso smagliante foglio bianco di carta che pure è al tramonto come arcani ideali, che erano equilibrio di un mondo. Bellissima, encomio al poeta.

Anna Di Principe2 aprile 2015

Una sestina di grande pregio in cui il Poeta con magistrale disamina evidenzia il patimento di una nazione, che man mano sta scivolando verso un oscuro futuro. Un grido di dolore e di rabbia, che subito fa presa sul lettore per le sensazioni e concetti espressi e condivisi dalla moltitudine. Un testo apprezzato e coinvolgente, che avvince il lettore... un elogio al Poeta.

Silvia De Angelis3 aprile 2015

Notevole, e preziosa descrizione, d'un paese che sta rotolando verso un baratro assai profondo fatta dall'autore, con un dire di notevole pregio e grande realtà, in versi di bella lettura Poesia molto apprezzata

Matilde Marcuzzo3 aprile 2015

dieci e lode... nel bagliore di un messaggio in cui con i lupi io stessa ho ballato . segnalo

Annamaria Barone4 aprile 2015

Se solo si svecchiasse questo Stato che sembra fatto solo per mantenere privilegi, senza alcuna apertura alle idee nuove, alla freschezza di chi comincia a camminare, alla preparazione di chi ha studiato e vorrebbe lavorare per "migliorare il mondo". No, solo peso su quelle verdi spalle e l'ombra incombente del grande fallimento, come cittadini, come lavoratori, come uomini.