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Riflessioni 2 aprile 2015 · lettura 3 min · 1408 letture

Una Ballata tragica di Riflessione

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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È la canzone dell’arida Vita, lagna feroce, nel pianto infinita. Non è che tomba delle doglie ‘l core, un sogno d’illusioni e di lamento, Furia che al Sole si scaglia e nel vento l’estremo lamentar d’un mesto Amore. L’ora incessante e in sul duol seppellisce le concitate cure e i sogni côlti, e d’oro l’orizzonte si finisce nel frammentar degli astri in falbi volti - lumi di febbre - e i desiri irrisolti lietamente sen vanno al guardo illuso ‘ve la spene si muor e qual deluso spiro la Sorte impartisce ‘l dolore. Così nel Tempo è ‘l dubbio, e lo splendore della Luna e de’i ciel pe’i qual m’assento non è che un’illusione; e m’è tormento l’estremo lamentar d’un mesto Amore. È la canzone dell’arida Vita, lagna feroce, nel pianto infinita. Oh Poëta sprezzato, ascolta ‘l fiore che al vespro si lamenta, e al pianto lento d’ansie civette, l’eterno portento: l’estremo lamentar d’un mesto Amore! Un dì tu ne arrischiavi ‘l tuo Destino, e nel sogno irrequieto, ahimè, perdesti, la coppa del gridar d’un tristo tino - sangue irredento - all’Immortal bevesti, e i cieli ti divennero funesti; e come ne potevi amar la bruna tinta de’i nembi, al tramontar la Luna?... Del Fato minacciato or fu ‘l Furore! Ei t’incalzava, e seguìa un cacciatore l’orme insolute del tuo Sentimento, e questi fu un Demòne, un lenimento, l’estremo lamentar d’un mesto Amore. È la canzone dell’arida Vita, lagna feroce, nel pianto infinita. La cura ne divenne e vana e all’ore della Notte una doglia, e tetro e a stento la sopportasti nel sognar sgomento, l’estremo lamentar d’un mesto Amore. Crepuscolo d’infamia! Oh Luna altèra! Quanto i’ ne piansi al fatal luccicare del vostro scialbo argento, e della schiera delle nubi che orbava e l’ermo e ‘l mare!... I’ son, infatti, or quei che a naufragare, Poëta è destinato, e al freddo avello d’un spirto inaridito, e non più bello di speni e desiänze e di candore. Ma pur che lentamente e forse muore questo dubbio di Morte che n’addento. M’è d’uopo e tanto e qui ‘l sopporta mento, l’estremo lamentar d’un mesto Amore. È la canzone dell’arida Vita, lagna feroce, nel pianto infinita.
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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Commenti (1)

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Duilio Martino2 aprile 2015

Opera che poggia sulla significativa anafora "È la canzone dell'arida vita... etc.) Deliziosa... preziosi endecadillabi che sono stracolmi di figure e finezze stilistiche. Direi splendida nonostante io non ami affatto questo stile che richiama un poetare petrarchista... defunto. I miei complimenti.