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Spirituali 2 aprile 2015 · lettura 1 min · 2967 letture

Domando?

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Perché mai conteggiare quanti sfregi sul corpo, appaiono evidenti? Per quale ragione, a me misteriosa, l’ombra che ingombra ai miei occhi appare, come dignità regale di spine? Per quale scopo? La Tua natura è la liberazione dall’oppressione? Forse il martirio da Te patito è la vicinanza che annulla la distanza? Vorrei mi parlassi al cuore nel tempo dell’anniversario perpetuo della Tua resurrezione.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (12)

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Alboraletti Enrica3 aprile 2015

Eterne domande, eterno perché,eterna voglia d udire una voce capire il senso,è guardare la sofferenza profonda una volta di più,capire che l ombra l eterno è li,è un fratello,,,bella sentita profondamente

Domande giustificate ... a quel tempo, pare, si sacrificò per lavare i peccati nel mondo ... ma a quanto pare all'uomo non è servito a molto ... ha continuato a vivere nei suoi egoismi e a fomentare guerre, è arrivato al cuore di molti ma non di tutti ... troppi!... Ho apprezzato molto la tua poesia che non è dalle solite sulla Pasqua ... una ventata di nuovo.

Giovanni Chianese3 aprile 2015

In evidenza ancora oggi, sfregi su un corpo fatto uomo non sono serviti a salvare l'umanità, che chiusa nel suo pantano d'egoismo tende verso il cammino di futile e guerrafondaia ricchezza, anziché abbracciare quella parte di un mondo che perisce per mancanza d'amore. Sì, quell'amore che non tradisce e che parla ai cuori con la voce del Signore, distribuendo il superfluo, che marcisce nella gola degli insaziabili. È una poesia molto originale, espressa in una forma gradita, capace di scuotere la platea dell'immaginario mondo poetico.

Matilde Marcuzzo3 aprile 2015

leggo con ardore... grandezza infinita di uno scrittore che fa tentennare tra il messaggio di dio ...e la mancanza dell'amore umano in terra. plauso

Molto attuale e veritiera. Augurando mi complinento.

Anna Di Principe3 aprile 2015

La crocefissione di Cristo è stata eseguita perché espiasse i peccati dell'umanità...l'interrogativo, che il Poeta si pone è del tutto plausibile, considerando che con il passare dei secoli l'uomo continua ad essere oppresso e/o a esercitare infinita violenza. Complimenti per aver analizzato questo punto di domanda con versi pregevoli e fluenti. Piacevole la lettura, il mio encomio...

Anna623 aprile 2015

Si, il martirio è il ponte fra Cristo e l'umanità, qualunque sia il credo. Poi c'è chi si ferma al dolore patito a quell'empatico sentire il Cristo dolente e chi assapora la gioia della resurezione ed è insito lo sperare che se siamo così simili nel dolore lo saremo anche nella gioia di una resurrezione. E le domande sono sempre legittime quando chiedono senso al nostro sperare!! Molto bella!!

Daniela Dessì4 aprile 2015

Il martirio di Cristo lo fa sentire a noi vicino, per la sofferenza condivisa con l'umanità, ma l'uomo se ne allontana, non seguendo l'esempio, chiuso nel suo egoismo, intento a compiere azioni malvagie.

Antonella Garzonio4 aprile 2015

Trovo questo testo di grande pregio, poetica sciolta e una tematica diversa dalle solite. Gesu' ha dato la sua vita per noi, il martirio lo avvicina alla debolezza dell'uomo, alla sua sofferenza. l'umanita' tuttavia continua il suo scellerato disegno di oppressioni e violenze nonostante il sacrificio della Croce. Perche'?

Nunziata Mannino4 aprile 2015

Gesù chiave d'apertura a Dio e anello di congiunzione tra Dio e gli uomini. La croce si innalza verso il cielo e apre le braccia verso i fratelli, in questo soffrire la chiave della spiritualità!Letta e apprezzata!

Diana Blancato4 aprile 2015

Un vero slancio di spiritualità, i versi spontanei, sentiti, creano immagini suggestive e poetiche, complimenti .!

Daniela Zarriello6 aprile 2015

Un testo di forte introspezione e spiritualità senza ombra di retorica e moralismo. Un dichiarare il mistero religioso insondabile per la ragione che sempre cerca e ci domanda una risposta.