Vento che vai
alias Marina Pacifici
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Vento che voli
e che ascolti il mio silenzio,
tu che sai tutto di me
e leggi il mare di malinconia nei miei occhi,
nelle ore amare più dell'assenzio,
quando la tristezza incede
con inconfondibili rintocchi.
Vento che vai
alla sorgente della poesia,
amico mio silente
porta con te
la mia nostalgia.
Vento che passi
nella carezza delle stagioni
sulla mia pelle,
fammi vedere
con lo sguardo di una bambina,
con gli occhi delle stelle.
Vento che baci
colline ed Appennino,
ti prego
a chi vive ogni giorno nel rogo d' inquietudine
dona un abbraccio paterno
ed un sorriso bambino.
Vento che sussurri,
nel sospiro dei ricordi,
a diecimila ulivi d' argento
la poesia del ritorno,
portami nella mia terra lontana,
all'antico casale della perduta famiglia,
fra la gente che amo
e lì fammi sognare
all'ombra di una quercia
almeno per un momento.
©
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