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Introspezione 4 aprile 2015 · lettura 1 min · 1618 letture

Phosphoros

Willy Zini 307 poesie pubblicate
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Quantificai le stelle in cielo, e i capelli e i fili d'erba, udii ogni suono del creato, vidi lo spettro dei colori tutto e le mie papille gustarono il sapore della terra, lo giuro! Vissi la perfezione e fui il bene incarnato, il paradiso essente, la creatura immacolata, ma per il battito del cuore rinunciai all'infinito: una saetta mi tarpò le ali (vivo) la sacra Musa sospirò (vivente) Rinunciai ad essere un dio poiché senza difetto non v'era Vita, non v'era Amore, non v'era Poesia.
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Le génie du mal (1848), Guillaume Geefs. St. Paul's Cathedral, Liège. Chiarimento: questa poesia non vuole essere un'esaltazione della figura di Phosphoros, e non vuole essere catalogata come "filo- luciferina": il mio Phosphoros è metafora del mio Poeta e vuole testimoniare la sua condanna ad una (inesorabilmente) fallace esistenza. Ma proprio questa discrepanza tra il poeta e il dio è essenza di vita, di morte, di amore, di sofferenza, di passione, in breve: di poesia.

L'autore
Willy Zini

Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I

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Commenti (1)

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Azar Rudif4 aprile 2015

Phosphoros per i greci e lucifero per i latini. Il suo problema fu quello di credere che quella luce che portava fosse la sua ed ebbe la condanna che ancora oggi porta dietro. Se poi scelse la ribellione a Dio sperando di Vivere, di Amare o di fare Poesia... altra bella illusione e delusione... alla perfezione non appartengono queste misere cose umane e per questo fu condannato a girare tra gli esseri umani... Piaciute le prime due strofe, ma, naturalmente, non condivido il contenuto