Il bouquet della pioggia
Giorgia Spurio
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E l’ago, lo spillo
la scarpa senza tacco,
la rottura, rotula e attacco,
farina e talco,
il triste guaito dei giaguari
nascosti tra i cespugli, luci
e disegni di auto e fari,
di giovani coppie e garage...
- E non mi trattare come una bambina –
Ed è una foglia che cade
tra la neve immaginaria
e il freddo di questa realtà
- e non pensare che sia virtuale,
la morte è reale-
E marcia Marzo di nero con la bandiera
e un lutto sul braccio,
e Aprile al seguito con un velo
e di nebbiolina secca come bouquet.
- E non mi amare...
Tanto schiaffi mi fai collezionare –
E tanto resusciteremo.
E tanto saremo di nuovo rose immobili nel vaso.
E gli aculei, e non le dita,
saranno il dono delle fedi
all’altare delle piogge senza panchine
a cui abbandonare le braccia e l’acqua,
e il sole a metà tra l’alba
e la strada.
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Giorgia Spurio
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