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Riflessioni 6 aprile 2015 · lettura 1 min · 1829 letture

Maledizione

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Di nero vestito con i corvi in mano del gatto l’udito e il soffiar invano, s’adorano fosse dove corpi riposano la notte è fatta di orchi che osano. Inutili strofe che poco portano al vanto pensieri protetti avvolti da un manto, iI polpettone in versi non si può vedere? Se assaggi vigliacco vorrai solo mangiare! Morte, sorte, sacrilegio e arte vita, destino, fortuna e carte! State dove siete a decantar l’amore confuso con passioni e turbe del cuore, maledetti i poeti che invocano il diavolo seduti al centro d’un lercio patibolo. Versi e sogni alterati da fumi opache vite simil a pallidi lumi, ode alla morte - morta e risorta elogio alla mente sola e contorta. Straccia le vesti di un finto amante venditore di sogni, un chiromante ... l’ultimo grido lacera il grembo del Santo che più non vale d’un pezzo di stinco. Distrutto il pulpito di cotanta sapienza d'eretici sul rogo non c'è l'esigenza, Senza regole e spazi la nuova prosa vive maledizione maestri non si fan trattative.
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"Quanta inutile sapienza talvolta si spreca con vane parole ed effimeri giudizi. Non si fanno trattative, l'arte è arte se arte sei." Questo è il mio "maledetto" pensiero. (foto da web - Paul Verlaine e Arthur Rimbaud)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (11)

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Grazia Denaro6 aprile 2015

Una poesia inquietante che ho letto più volte. Si parla di magia nera, maledizione che viene fatta al buio di notte con apparati ed accorgimenti non ortodossi. Chi s'affida a quest'arte blasfema sono persone disperate che credono di risolvere le loro situazioni con la chiamata del diavolo e con l'aiuto di fattucchiere e cartomanti. Versi che creano quell'atmosfera di paura e di corruzione a discapito di persone ignare che si operi contro loro. Versi ben esposti e strutturati.

Rosetta Sacchi6 aprile 2015

E’ un pensiero maledetto, dice la nota. E la poesia di De Marchi rispecchia questo pensiero. L’arte siamo noi, i nostri pregi, i nostri vizi. “Morte, sorte, sacrilegio e arte/vita, destino, fortuna e carte!” La più grande virtù sta nel saper vivere maledettamente i vizi. L’arte non s’inventa, è quello che noi siamo e non possiamo depurarla o passarla al setaccio o manipolarla. Si esprime, vergine, tal quale nasce. Non posso dire: oggi divento poeta. Eppure c’è tutto un mondo di poeti, di strofe inutili, di pensieri maldestramente nascosti, poeti che dal pulpito della loro sapienza, giudicano, dettano le regole. Ma la poesia non vuole regole. La poesia è una pianta spontanea, che cresce rigogliosa, anche dove incontra un terreno sterile.

p

testo ben strutturato, ma non sono d'accordo che "l'arte sei tu"... assumendo questo principio si incorrono in svariati paradossi...

Pagu6 aprile 2015

Un lavoro molto cupo, dalle tinte scure, a volte quasi spiazzante, ma di un fascino incredibile. La cosa che più mi piace del poeta è la sua capacità non comune di attraversare generi e stili con grande flessibilità ed eleganza. Difficile trovare qualcosa di già visto o letto... con la sua immaginazione propone a noi lettori il suo variegato e fantastico modo di poetare e tutte le volte rimango stupito dal suo estro. Questo lavoro è denso di immagini particolari e ben delineate, intimorisce e forse un po' sconvolge, ma attrae con il suo modo di richiamare realtà e situazioni. Complimenti anche per aver ricordato due grandissimi e indimenticabili poeti.

chrysalis6 aprile 2015

Grande proprietà di linguaggio nell'esprimere concetti che condivido in pieno. Per giudicare l'arte bisogna prima di tutto conoscere l'arte. L'arte vive dentro il vero artista che è pur sempre un uomo, però. Artista è, a mio modesto parere, colui che prima di tutto riconosce i propri limiti, con umiltà... e qui "casca l'asino"!

Anna Di Principe6 aprile 2015

Testo di notevole pregio, con cui l'Autore pone all'attenzione il rumorio di un'arte poetica ingombrante e verbosa... ritmo ed attenzione non calano mai, i versi sono sempre ben sostenuti da una forza creativa incontenibile. Di sicuro il tema trattato è molto sentito dal Poeta ... la nascita dell'arte determina la nascita culturale dell'uomo e della creatività, che include sempre un processo di pensiero che sfugge del tutto alle leggi deterministiche ... arte è ciò che è spontaneo e originale ... non si fanno trattative... Ottimo lavoro e coinvolgente per una profonda riflessione. Il mio plauso.

Daniela Zarriello6 aprile 2015

Come verseggia il sensibile e attento poeta, non è da tutti sopportare l'enorme peso dell'esprimere il proprio essere, seguendo fantasie, intuizioni, sentimenti, il proprio dono artistico, dover uscire pertanto dagli schemi comuni o che gli altri si aspettano. Così si diventa incompresi, ignorati e dileggiati come esseri "maledetti ed immondi". L'arte è audacia, è rottura, è autentica aderenza al sentire del suo creatore.

zani carlo7 aprile 2015

Metrica quasi danzante... questa poesia è piena di concetti che rispecchiano le grandezze e debolezze di tutti noi... la definizione di arte sfugge ad una razionale descrizione proprio perché è arte e volerla in qualunque modo classificare per me rimane un grande errore.

nemesiel7 aprile 2015

I versi danzano in un ritmo che penetra, le sensazioni si fanno spazio nella mente, divengono pensieri che ti trovi a condividere... L'arte si può solo solo "sentire"...attraverso i sensi e l'anima, la riconosci anche se nessuno ti ha mai detto cos'è perché nessuno, per quanto colto, potrà darne mai una definizione che ne sia la fedele essenza. Ciò che non può essere è di certo la saccenza, l'assenza di umiltà e di apertura di chi pensa che possano esistere regole e le detta. Certamente non tutti quelli che dipingono, scolpiscono, scrivono versi o note sono artisti ma fortunatamente l'arte vera la riconosci senza che nessuno te ne dica il come ed il perchè

Eolo7 aprile 2015

Testo dai canoni intrusi di gotico così intenso A dare significato alla poesia senza fronzoli Ma vera realistica tale da affascinare il lettore. .

Umberto De Vita7 aprile 2015

Una gran bella poesia oscura, ermetica che bisogna leggere con cura per interpretarla come si deve. Sembra che il poeta si diverta a giocare con i versi dalla metrica apparentemente velata di mistero. Poesia che ho apprezzato molto. Segnalo.