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Impressioni 9 aprile 2015 · lettura 1 min · 2776 letture

L’ultimo canto

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Quanto mare si muove nel tempo amaro furioso, di pieghe ondose dove giammai l’occhio a terra poggia. Ed esiste, finché guardo come l’essere, nell’immaginario piacere: irrisorio soave canto di quegli effimeri attimi, sul fianco della vita. Intontita dal frastuono fuggevole esausta di voglia, oscillo l’angoscia di foglia che disegna profili su rami rigogliosi, ora spogli d’eccesso serrandomi in gola una muta mancanza contraria al sole, fuggitiva ai villaggi. Sai, raramente la luna dona stelle terrene, all’ombra d’argento.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (4)

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Pagu9 aprile 2015

La ricerca di un proprio mondo, di un benessere interiore lontano dal frastuono e dal consumare la vita con veloce superficialità. Una poesia profonda, a tratti complicata, perché parlare del travaglio del vivere non è facile. La poetessa affronta tematiche importanti e lo fa con spontanea eleganza usando uno stile che porta alla riflessione. Mi piace studiare il suo approccio con il mondo poetico, sempre molto particolare e assolutamente affascinante. I suoi lavori hanno tante facce e a ogni lettura se ne scopre una nuova. Il bello della poesia è questo ed è qui dentro.

s
santo aiello9 aprile 2015

L'anima e la sua interiorità, nei moti ondosi esistenziali ed anche emotivi. Chi ne conosce i segreti? Chi ne conosce il canto? L'afferrarne il fuggitivo senso, goderne l'illusione e sentirne sfuggire l'essenza, l'effimera essenza. Una stanchezza si sente arrivare, un dolce arrendersi al fato. Ma mai un sogno fu cosi vero, cosi tangibile e cosi lontano. Nella chiusa l'eccezione alla regola, sembra rassegnazione ma in fondo è una dolce attesa, una speranza. Poetica finezza, dolcissimo canto di profondità interiori, invisibili agli occhi ma non al cuore. Bellissima.

piera tola9 aprile 2015

Un bagno nel moto ondoso, nell'interiore sentire che è anche sentiero, si poggia l'occhio giammai... guardare dentro di noi è un lavoro interiore che va fatto e ogni tanto si fa, alla ricerca di qualcosa che ci faccia stare bene ma in ognuno di noi la ricerca e l'approccio è diverso, come l'amaro o il dolce che ci lascia.

R
Rosafio Giancarlo10 aprile 2015

Mi chiedo sorpresa, ingannata, prigioniera... di sicuro non libera... quanto debba dare per quello che sento ...dove collocare questo mio vivere e morire dentro dove lo sguardo non si ferma mai e continua stanco avanti senza terra da doverlo richiamare indietro sempre... in questa stanca voglia di cuore di foglia che disegna presenza sui rami rigogliosi ...ora spogli di questo mio consapevole freno a non lasciarmi andare all'irrisorio soave canto di quegli attimi a rigenerare a coccolare, a baciare questa vita così incomprensibile nella sua crudezza da serrarmi in gola quella speranza Dio mio che vorrei sempre cantare ma che ora si nasconde all'ombra d'argento di questa luna che mi abbraccia? Fra mille dubbi... di questo "ultimo can