E' tutta colpa del SALICE PIANGENTE
Dal giorno che ho compiuto novant’anni,
mia moglie, con un fare irriverente,
mi dice sempre: “Povero Giovanni,
adesso col tuo ‘salice piangente’
non mi rivolgi più quelle attenzioni
piccanti e non mi cerchi dentro il letto,
addio ai desideri e alle passioni,
adesso vivi in pace e nel rispetto!
Il pene è addormentato? E’ naturale!
A quest’età ha voglia di dormire,
non prova alcuna voglia sessuale
e non mi viene più a infastidire!
Peccato, mi piaceva così tanto
sentire le tue mani in certi posti
e, quando, ci ripenso c’è il rimpianto,
perché i tuoi sensi restano indisposti
ed io mi sento un poco trascurata!
I sentimenti sono sempre vivi,
perché persino adesso m’hai baciata
e i gesti sono teneri, affettivi,
però non danno più la sensazione
d’un seguito per vivere un rapporto,
...guardiamo insieme la televisione,
ma il ‘grillo sessuale’ ... resta morto! ”
E, poi sorride in preda all’euforia,
la mia signora pure lei anziana,
ma io rispondo: “Fai dell’ironia,
per me è una sentenza disumana!
Mi sento vuoto, manca quel potere
nel fisico che toglie l’entusiasmo,
perch’era lo strumento del godere
negli attimi istintivi dell’orgasmo.
In questo modo vivo per mangiare,
o mangio per nutrire la mia vita,
ma il sesso è un elemento basilare
che attira come folle calamita!
Tu ridi, ma lo so che stai scherzando,
però per me la cosa è deprimente
e lo ritengo un titolo esecrando
quel tuo chiamarlo: ‘salice piangente’! ”
La mia consorte, come una saetta,
si fa ogni volta un’acida risata,
perché le piace d’esser sempre schietta
in ogni circostanza disparata.
Mi viene sempre accanto e con dolcezza
mi dice: “Mio carissimo Giovanni,
noi donne abbiamo più risolutezza,
il ciclo ci abbandona a cinquant’anni,
la menopausa, a volte, è deprimente,
ci rende assai dispotiche e nervose,
ma non viviamo un clima insofferente
ed oltre a questo, fra le tante cose,
restiam fedeli al nostro personaggio,
perciò stai calmo, pensa alla vecchiaia
e goditi la vita, su, coraggio ...
distenditi tranquillo sulla sdraia!
Se il pene dorme, lascialo dormire,
il suo dovere in fondo l’ha già fatto,
tre figli sono pronti a ribadire
il risultato, non sei soddisfatto?”
E, poi, aggiunge in modo un po’ volgare,
per attestare il suo concetto esposto:
“Ormai ti serve solo ... per pisciare! ” ...
... e se ne va, ... ridendo di nascosto!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (1)
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carla composto11 aprile 2015
la bravura di questo poeta non conosce ostacoli nel descrivere in rime di poesia argomenti che ci riguardano da vicino... apprezzata ironica quanto basta con un pizzico di nostalgia... il mio elogio
