La stanza
claudio coppini
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La porta si chiuse
dietro di lei, automaticamente.
Fece dei passi,
tirò fuori un libro dalla libreria
e con cura vi ripose
la chiave della stanza.
Non era un gesto ordinario,
come la stanza,
non era una stanza qualsiasi.
Ci sono stanze abitate,
calde, indimenticabili,
altre, disabitate
gelide, senz’anima.
Per te, arrivarono gli anni
delle stanze oscure
asettiche, ostili.
Eppure,
quella stanza di luce
che avevi sigillato,
era ancora viva
dentro di te.
Lui arrivò, puntuale,
senza preavviso,
estrasse qualcosa
dalla tasca del cuore.
Un passe- partout
che portava sempre con sé.
Aprì la porta ed entrò nella stanza.
Gli apparve abbandonata,
polverosa, secca
e con qualche ragnatela,
ma ne percepì la bellezza.
Non si perse d’animo
pensò che c’era una sola cosa da fare,
spalancare le finestre
e ridargli l’originario splendore.
Si rimboccò le maniche
e si mise subito al lavoro.
La ripittò con cura,
mescolando il giallo
col rosso col bianco
e una punta blu.
Amore, vita, luce
si impastarono seguendo
il ritmo del magico pennello.
E la stanza, a poco a poco
si tinse di malva
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