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Riflessioni 13 aprile 2015 · lettura 1 min · 1741 letture

Cattedrale nel deserto

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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In cammino attraverso l'inferno deserto cemento chiodi e bianchi mattoni, ignari, diretti verso l’ultima meta approdo di anime l'infinito momento. Arsi dal tempo schivo e vivo poeti erranti, siamo anime perse, la cattedrale attende costruttori invadenti! Si poggiano pietre si forma la calce guglie e statue finite in arte, gargolle mostruose protettori del male a noi il costruir parallele esistenze. Il tempo cambia, corre veloce ... l’amore è un concetto di fine sapienza inutile vanto di una breve esistenza. Dettaglio astrale del bene e del male amore, amore ... per sempre amore! Ora isolati tra il nulla e il tutto tra dune di sabbia e la faccia del mostro, eccoci invalidi ad ingoiar veleno poi amici saremo, saremo ... per sempre saremo! I tempi cambiano dobbiamo ascoltare siamo forse strumenti del dire e del fare? In noi leggera transita energia vitale mentre da solo erigo la mia cattedrale.
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Il mondo o "monduccio" nella sua più efficace interpretazione sta cambiando, noi dobbiamo cambiare, i concetti devono cambiare, le parole... per non ritrovarci ad erigere "cattedrali nel nulla". (Foto da web - La "gargolla o garguglia" è la parte terminale dello scarico dei canali è spesso ornata con figure animalesche, fantastiche o mostruose. Si trova in molte chiese e cattedrali cristiane, ma anche su edifici civili del periodo medioevale, considerate protettori del male)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (10)

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Pagu13 aprile 2015

Un bellissimo messaggio che la preziosa nota del poeta arricchisce ancora di più... è vero, non dobbiamo rinchiuderci in cattedrali lontane dal mondo, perché il mondo vuole anche noi e il bieco egoismo non serve a nulla. Prendendo spunto dal titolo mi viene in mente un racconto di Carver (un grandissimo maestro che adoro) dove il protagonista supera i propri limiti e si avvicina agli altri. Complimenti al poeta Cristiano che ancora una volta ci dona una delle sue opere più belle, versi armoniosi, contenuto, grande ispirazione... tutte le volte che leggo i suoi lavori penso quanto sia bello leggere e imparare da un poeta come lui. Sentiti complimenti.

zani carlo13 aprile 2015

Giuste riflessioni... sul mondo che è in costante evoluzione... e chi si ferma, per così dire,è perduto. La storia passata, sempre da ricordare, è appunto passata... non resta quindi che seguire il corso del tempo ed andare avanti. Bella la chiusura... che testimonia la voglia di proseguire il cammino.

carla composto13 aprile 2015

Un mondo stantio vuoto sul quale si erigono cattedrali senza fondamenta ...valente autore che ci invita a reagire a cambiare ...forse siamo ancora in tempo Il mio elogio lirica apprezzata

Umberto De Vita13 aprile 2015

Beh, una riflessione giusta, il tempo passa ma non si dimentica nulla e la vita ricomincia.

piera tola13 aprile 2015

In cammino attraverso l'inferno deserto... una bella metafora da interpretare in più versioni. Il mondo cambia e tutto si regge sulla sabbia... ciò che costruiamo può essere abbattuto con un piccolo scossone. Si cambiare visione una bella impresa, specie quando il tempo ha fretta e non si ferma. L'amore un dettaglio che fa la differenza nel mondo astrale, ed i poeti erranti come anime perse, cantano i versi del cambiamento perché in loro transita energia vitale...!

Anna Di Principe13 aprile 2015

Il tempo scorre veloce e le civiltà nascono e finiscono dove i luoghi sono fiorenti... condivisibile il messaggio del Poeta, che analizza con versi trascinanti e incalzanti, che tutto deve essere collocato nella giusta dimensione. "Ai poeti erranti "il compito di anticipare i tempi e le suggestioni emotive, perché il percorso è insidioso... tante sono le cattedrali nel deserto da abbandonare per poter, invece, iniziare nuovi viaggi. Stupenda la chiusa! ...plaudo all'Autore per la sua poesia, che scaturisce sempre da ragionamenti complementari a significati introspettivi .Il mio elogio...

rita iacobone13 aprile 2015

Forte e sentito il messaggio del poeta, solamente l'unione di anime potrà dare quel giusto scossone alla polvere di inerzia morale che ricopre cattedrali del nulla. Crederci per iniziare a cambiare. Complimenti per l'argomento trattato e la bravura di esporlo così ineccepibilmente.

Rosetta Sacchi13 aprile 2015

Il mondo sta cambiando. Come essere strumenti del cambiamento se non siamo disposti a rivedere le mostre idee, quei concetti inculcatici dai nostri predecessori e divenuti nostri? Il bene e il male, l’odio e l’amore sono il bene, il male, l’odio e l’amore che noi conosciamo? Dobbiamo andare oltre i limiti delle nostre definizioni. Abbiamo “congelato” il divenire nell’ “essere” di un tempo come in una prigione. Allora per non correre il rischio di costruire una cattedrale nel deserto, sì, le nostre parole devono cambiare in funzione dell’amore, del bene, della spiritualità, della poesia, che cambiano e quando saremo così vicini, non riusciremo mai a toccarli, perché essi muteranno ancora. Tutto questo leggo nei versi del poeta De Marchi!

Daniela Dessì14 aprile 2015

Gli uomini continuano a erigere cattedrali nel deserto, allontanandosi dal bene, rendono vana la propria esistenza.

Azar Rudif14 aprile 2015

Il mondo è in continuo cambiamento, salvo alcuni punti fermi che si trascinano nel tempo. Il problema è se si tratti di evoluzione o involuzione. L'accostamento con i gargulla mi porta a pensare che occorre cambiare ricostruendoci come cattedrali gotiche dove le immagine animalesche o demoniache restano fuori ad indicare che fuori di noi è l'inferno e dentro no. Ma dobbiamo saper costruire una cattedrale del genere!