Humanitas

Commenti (6)
Siamo abili a vestirci di niente, mentre le perle di perdono nella nuda terra. La paura di amare, il non saper mostrare ciò che siamo in questo grande teatro della vita. Si cerca un ruolo, uno qualunque pur di essere una parte della scena. Tra il chi vogliamo essere e chi in realtà siamo c'è la distanza che copre il mare. Noi marinai? Noi barche senza remi, se non conosciamo noi stessi.
È notte poi diventa giorno (nell'anima). E alla domanda che pone l'autrice ci sarà risposta? E alla chiusa? Una chiusa che forse stringe in un angolo. Molto bella ma soprattutto scritta con un verseggiare originale e di grande impatto emotivo.
Chi vorresti essere? Forse l'amore? Colui che viene amato? Una poesia intensa da parte di una poetessa che ci ha abituati a leggere solo cose belle. I miei complimenti, ottime immagini e versi.
Non capisco il relegare questa poesia nella categoria uomini; ma indiscutibilmente centra le insicurezze di un sentimento spesso enfatizzato, bramato, e spesso vinto dalla quotidianità, dalla paura e insicurezza. Verseggiare e metafore ineccepibili.
In una poesia stupenda dai toni volutamente forti e volutamente provocatori la poetessa si rivolge a chi non coltiva sentimenti di passione e pensa a un ruolo dominante sia nella società che nella famiglia.
c'è di che riflettere leggendo questi versi che travolgono e fanno rabbrividire! tanti i pensieri, tante le domande alle quali purtroppo non sappiamo rispondere, o alle quali vorremmo dare risposte che dissentono certo con ciò che vediamo, ciò a cui assistiamo, quasi impotenti!





