L' ulivo nella terra di nessuno
alias Marina Pacifici
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Piange l'ulivo sul lago abbandonato
al vento affida l'aquilone dei ricordi
di un tempo passato.
Sospira l'ulivo dall'animo bambino
e ripensa con dolcezza
al bacio di luce
nel palio di colore dell'Appennino.
Sussurra l'ulivo tra spente fronde
il suo malinconico canto.
La nostalgia giunge al ritmo delle onde,
acerbo ed amaro è il rimpianto.
Attende l'ulivo desolato su un lago senza sole
e abbassa mesto la chioma.
Nel cuore puro un luogo mai dimenticato
dove fremono alla carezza della primavera
fiordalisi, papaveri e viole.
Resiste l'ulivo
sperduto in un luogo senza nome
mentre volge la sera
e rialza la chioma nel coraggio tenace
argentea e festante nella nuova stagione
in un palpito di ritrovata emozione.
Sogna l'ulivo la sua terra amata e perduta
nella notte della nostalgia.
Il vento torna compagno ed amico,
le radici sentono l'abbraccio del paese natìo,
la fragranza dell'uva asprigna
si perde fra le ginestre in fiore sul sentiero antico.
Sorride l'ulivo tornato fiero partigiano
nell'oro della luce meridiana.
Mai si piegherà all'esilio
in quella landa arcigna
e nel pensiero trova respiro e pace
mentre un sorriso vola via lontano.
Mai capitolerà nella terra di nessuno
alla sferza della tramontana.
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (1)
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Berta Biagini16 aprile 2015
Delicatezza e tristezza si fondono in questo viaggiare nel ricordo che non trova pace – pare di sentirlo quell'ulivo rammaricarsi, non sentendosi nel luogo giusto – dintorno solo sentimenti spogli di quel calore che l’autrice tanto vorrebbe poter accogliere tra le sue braccia.

