Il dubbio
Invecchio ogni giorno
con un sentimento
di vacanza nel cuore
perpetua e ignava.
Non volendomi né bene né male,
e non voltandomi
se qualcuno mi chiama.
Come un sonnambulo che si sveglia
ignaro nel suo letto
dopo aver attraversato indenne
un precipizio su una fune.
Sono divenuto nessuno,
di nessuna passione partecipe;
doppiamente straniero,
così a quello degli altri come
allo stesso mio sguardo.
Allora mi basta soltanto
affondare quello sguardo
nello specchio del mattino,
e più che artigiano delle parole
vorrei essere pittore
per abbracciare i rododendri
sul mio davanzale
che si stagliano muschiosi giganti viola
e riportano nella mia stanza
la divina visione del mondo.
Le colline, dopo una fitta pioggia,
che diventano mare
in una sequenza di onde.
E le montagne, là dove scende il sole
diventano per un attimo,
ma solo per un attimo, rosa.
Poi scompaiono nella nebbia grigia
fremendo un riverbero azzurro in dissolvenza
come il tuo nome, che più non ricordo.
©
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