Quel Tempo della canna che fioriva
Una volta al mio paese, ricordo
il sole dissetare l’aria il giorno
intero e nella foschia, l’universo
scandire il disco a cuocere sincero.
Trebbiati i campi di grano, posavano
sulla miseria dei giorni un velo d’oro
e sorrisi sfidavano l’oltre, nelle notti.
Era il tempo della canna ormai matura.
All’imbrunire la vita aveva una riscossa:
passeri e rondini appassionati a ricamare
un cielo blu, sfidavano i falchi predatori.
Di compiuto si donava nuovo, ogni sentire.
Spifferi di fresco mostravano alla luna
l’argento fiorito nella canapa riflesso
sui covoni ai margini di maceri in attesa
dove, improvviso, al solo accenno di un sospiro
le mutandine lievi si sfilavano da sole.
Non si guardava allora il leone rincorso
dalle stelle: ridevamo respirando piano
dopo, ammirarle sfinite brillare alte nel cielo.
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L'autore
giampietro corvi c
"Biografia di uno scrivente” Gli hanno detto che è nato al Gozzadini di Bologna il 4 luglio di qualche lustro fa, di sette mesi, per giunta scarsi. La prima scuola frequentata è stata l’Università del Morazzo (così chiamata con nostalgico bene, ancora dai superstiti): un ex magazzino agricolo nell’estrema periferia
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