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Morte 21 aprile 2015 · lettura 1 min · 2125 letture

La morte delle rose

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Quanta distanza tra le fughe alle pareti piastrelle invecchiate, perdute e sole, cucite a ventri affamati di carne rosa. Fuggi fuggi da quest’aria asfissiante necrosi di cellule programmate alla morte. Rose selvatiche, clandestine dell’ombra disertrici di un palcoscenico sporco di sangue. Persiane invecchiate vetri taglienti, rampicanti solitari su muri, dove il mare si nega lo sguardo.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (2)

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Pagu22 aprile 2015

Un momento di desolazione e tristezza narrato con immagini molto eloquenti che sprigionano tristezza. La descrizione delle rose (o del palcoscenico) è molto diretta e incute dolore. La poetessa sa usare bene le parole e immaginare la scena è davvero facile.

Anna6222 aprile 2015

Dimentichiamo spesso che queste persone non partono ma fuggono da Paesi dove scorre il sangue. Sono volti senza storia per noi, ma con un chiaro destino: soccombere all'aridità di ogni costa o morire in mare. L'imperativo è: "fuggi, fuggi" ben conoscendo da chi o da cosa fuggire, ma senza sapere bene verso quale dove, verso quale umanità troveranno accoglienza, quella vera, in cui riconoscersi uguali se pur diversi per cultura e specificità.