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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Ventola raffaele
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Morte 22 aprile 2015 · lettura 1 min · 2393 letture

Perdonaci

Ventola raffaele 559 poesie pubblicate
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Una culla d'acqua, questo ti rimane piccolina, tenero bocciolo strappato via dall'egoismo del mondo, che non guarda mai chi resta indietro a rincorrere i sogni. Adesso avrai il cielo per giocare le nuvole per saltarci sopra, sorridi se puoi... non biasimarci, la vita è un treno ingiusto che ti ha lasciato sul lato sbagliato di questa ipocrisia che noi chiamiamo libertà! I tuoi vestitini colorati ci hanno tolto il respiro... Ma tu sorridi, e se puoi... perdonaci.
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La foto di quella bambina che galleggiava esamine sull'acqua ci ha colpito profondamente e smosso le coscienze.

L'autore
Ventola raffaele

Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!

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Commenti (12)

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zani carlo22 aprile 2015

Delicata opera scritta molto bene su un tema che fa piangere il cuore ed infuriare chi ha solo un briciolo di buon cuore... tanta pietà per quelle povere persone dimenticate nel nulla... non ho più niente da dire.

chrysalis22 aprile 2015

La morte dei bimbi colpisce sempre in modo particolare, la vita sa essere molto crudele, gli uomini sanno esserlo di più.

Rosita Bottigliero22 aprile 2015

Sono tragedie che possono essere evitate... ma la stranezza umana ne fa conseguenza. ... Molto apprezzata

Berta Biagini22 aprile 2015

Fa male, anche soltanto cercare due parole per esprimere immane dolore.

Anna Di Principe23 aprile 2015

Una tragedia, che ha visto molti bambini perire in modo orribile. Giusta la considerazione dell'autore, che invoca il perdono per noi... Che possano questi angioletti riposare in pace e noi in terra a vergognarci... il plurale maiestatis è d' obbligo. Testo molto apprezzato

Giovanni Monopoli23 aprile 2015

una dura riflessione che ci spinge a capire delle brutture che si compiono e l'autore con molta umiltà. facendosi portavoce di noi tutti, chiede perdono... se quella bimba vorrà

Annamaria Gennaioli23 aprile 2015

Manca il respiro, leggere questi versi e intravvedere quel corpino è straziante, inermi non possiamo fare altro che stare a guardare, il nostro grido si eleva al nulla, nessuna ascolta solo brutta propaganda che affonda ancora quei corpi che nessuno vuole...

Antonio Biancolillo23 aprile 2015

Di indubbia bellezza... pura emozione ...sgomento del nostro animo... questa dura realtà di cui dobbiamo darne conto... troppo al di là di ogni giustificazione... Non possiamo che chiedere perdono a quelle innocenze svanite ...anche con il nostro silenzio... Molto apprezzata...

Annamaria Barone23 aprile 2015

mentre leggevo pensavo a quell'immagine, dolce fiore spezzato, piccolo gabbiano al quale abbiamo spezzato il volo, noi, tutti noi ne siamo responsabili, non si può finire così solo perché nati dalla parte sbagliata del mondo, Lei era la purezza, lei è senza peccato, lei. E tutti coloro che in quel mare meraviglioso e mortale hanno lasciato ogni speranza, ogni anelito, ogni possibilità. Amen, piccolina, che il Paradiso ti accolga.

piera tola23 aprile 2015

Si perdonaci se puoi, ma le coscienze sicuramente non saranno smosse... per i tanti che non ci sono più e per i tanti altri che verranno... spero e mi auguro che tutto questo presto finisca mah... il dubbio rimane. Sensibilità di versi una lirica che si fa accompagnare da una preghiera... tristemente dolce.

Paola Galli23 aprile 2015

hai ragione assolutamente! non esistono più parole e ci manca il fiato di fronte a tanto! versi che toccano l'anima!

nemesiel24 aprile 2015

I versi si fanno voce dei pensieri di noi tutti che, leggendo, ci sentiamo invasi da commozione e senso di impotenza e frustrazione... per l'ingiustizia dell'esistenza... per tragedie continue... per orrori a cui non sappiamo rimediare e a cui non tutti i potenti sembra vogliano porre rimedio... Tragedie per cui c'è chi ride pensando al guadagno, vite come merce su cui lucrare... l'uomo ha davvero raggiunto il fondo del suo abisso.