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Impressioni 23 aprile 2015 · lettura 1 min · 1586 letture

Stigmate

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Con puntura di ferro e fuoco, marchio! Travaso rubato al cuore lacero, contuso, livido, nell'infinito sentire, segno! Mentre il chiodo lento s’imprime nel vacuo risvolto del buio, in silenzio lo stolto dorme. Oh impavido tempo cerchi l’anima ma rimorso non provi, conti si... conti, e sempre freddo fai un salto avanti. Stigma, sofferenza dell’estro, servirà un giorno per potermi ritrovare? Ferme sono ormai le mani nel sostener nudi piedi, - lacrimosa esistenza - inutilmente crocifissa. Come un esorcismo attendo l’ultima preghiera, per guardar negli occhi l’esalazione finale della paura.
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Viaggio all'interno della psiche...; "Ma perché dite che sono pazzo? La malattia ha acuito i miei sensi, non li ha distrutti, non li ha soffocati. Sento tutte le cose del Cielo e della Terra. ...e sento anche molte cose dell’inferno..." (Edgar Allan Poe) (Foto da web)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (9)

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Umberto De Vita23 aprile 2015

Versi calibrati e magnifici per una poesia da leggere attentamente bene per assimilarli interamente bene. Molto apprezzata.

carla composto23 aprile 2015

versi profondi che arrivano nella nostra essenza... sensi che riescono a sentire senza alcun ostacolo della ragione... importante opera plauso al poeta

Rosetta Sacchi23 aprile 2015

Qui le stigmate sono intese nel significato primitivo della parola greca come marchio impresso a puntura di ferro o fuoco, usato per punire o come segno di distinzione e riconoscimento. La nota dell’autore, a complemento, dei versi, ci dà la giusta interpretazione. Pazzia, quindi, come elevata sapienza, come gradino di conoscenza superiore, un sentire e percepire le cose con maggiore intensità e sensibilità e chiarezza, una visione. Chi sale questo gradino non può più scendere. E di nuovo, torno al concetto che l’arte siamo noi, l’arte è in questa visione che si distacca dalle cose terrene, non rifiutandole, ma sublimandole. De Marchi è su questo livello superiore. Mi soffermo sui versi Stigma,/sofferenza dell’estro,/servirà un giorno/per farmi ritrovare?"

zani carlo23 aprile 2015

Apprezzatissima opera d'un Autore che non finisce mai di stupirmi per la grande conoscenza storica di fatti e personaggi e la notevole maestria di rielaborare concetti e pensieri. Non è facile districarsi nella propria psiche... figuriamoci nel farlo dentro una mente come quella di Poe... davvero bella interpretazione.

Anna Di Principe23 aprile 2015

Il nostro essere ci spinge alla ricerca di risposte ai tanti irrisolvibili interrogativi della condizione umana. L'accentuazione della ricerca dell'" infinito sentire" tende alla visionarietà, alla pazzia? ...con l'esplicativa e sapiente nota l'Autore riporta nella giusta dimensione il percorso della conoscenza che sempre più negli anni diviene un viaggio introspettivo carico di sospensioni. Il Poeta raggiunge esiti veramente alti con la capacità di incidere e scolpire come uno scalpello nella pietra. Il ritmo del verso è incalzante ed efficace, dando forma al verbo e a far vivere per immagini e visioni le proprie emozioni. Magistrale opera POETA!

Pagu23 aprile 2015

Eccolo qua un piccolo capolavoro poetico. Questo lavoro va analizzato con cura perché contiene molti elementi che lo elevano a un'altezza davvero inusuale. Iniziamo dal contenuto e dal tema trattato, entrambi testimoni della grande conoscenza del poeta, vediamo lo stile... preciso, veloce e incisivo e arriviamo alle emozioni che nascono dall'insieme, una costruzione perfetta che colpisce, quasi tramortisce, per intensità e passione. Credo che un potenza del genere, a oggi, la si trovi in pochi altri lavori, di quelli che ho letto, naturalmente. I miei più sentiti complimenti per la fantastica capacità dell'autore di "fare" poesia.

chrysalis23 aprile 2015

Colui che si pone delle domande non può essere un folle. La psichiatria dice che i veri matti non sanno di esserlo. Il viaggio per trovare noi stessi è un viaggio senza fine, il più bel viaggio dell'universo... Grandissima scrittura, complimenti vivissimi!

Rosita Bottigliero23 aprile 2015

Porsi domande o semplicemente essere diversi di come si vorrebbe... suscita clamore... pennellate di musicalità poetica abbelliscono la storia dei tempi... molto apprezzata

Salvatore Masullo23 aprile 2015

Opera molto significativa e toccante, capace di generare nel lettore un turbinio di sensazioni d'animo, frutto di una notevole ed apprezzata preparazione nella conoscenza di aspetti storici e concettuali del nostro essere. I miei sinceri apprezzamenti!